GIANNI E GIULIETTA
Ispirato al racconto di Woody Allen “Effetti Collaterali.”
Gianni, un saggio filosofo che passava la vita dispensando pillole di saggezza nei vari forum di internet, passeggiava per le vie di Bologna abbacchiato e giù di morale.
”Che vitaccia! Senza soldi, senza donne, e quel che è peggio col Bologna in serie B.
Mi ci vorrebbe un’avventura romantica, tenera, coinvolgente, un bel fine settimana a Venezia, una cenetta a lume di candela, poi tenersi per mano passeggiando tra le calli.” In fondo Gianni aveva un cuore.
Stava andando a trovare Robbo, un suo amico che era chiamato “il genio”, più che altro per via dei capelli che erano come quelli di Einstein.
Gli aveva detto che voleva fargli vedere qualcosa, e Gianni aveva accettato perché sapeva che Robbo non era gay.
Mentre camminava vide due ragazzi che scippavano una vecchietta. Che tempi, una volta sarebbe bastato uno solo.
Salì le scale del condominio in cui abitava Robbo e bussò alla sua porta. Non che non ci fosse il campanello, ma bussò lo stesso per risparmiare energia elettrica.
Dopo qualche secondo venne ad aprirgli un tizio alto e magro, talmente magro che se fosse stato una modella gli avrebbero proibito di sfilare a Madrid.
”Ciao Gianni. Come va?”
”Come sempre. Prima ho inciampato su uno scalino e mi sono rotto il naso. Ciao Robbo.”
Parlarono dei vecchi tempi, poi Robbo disse il motivo per cui lo aveva chiamato.
”Vorrei farti vedere la macchina che ho inventato. Dimmi, cosa vorresti dalla vita?
”Vorrei una storia d’amore romantica, qualcosa che porti un pizzico di esotico nel grigiore della mia vita, voglio musica, sensualità, bellezza.”
”Pensavo volessi una birra. Fa lo stesso, vieni con me.”
Andarono in un’altra stanza al centro della quale c’era uno strano macchinario con un mucchio di ingranaggi unti di grasso, collegato ad una grossa scatola.
”Che è?” chiese Gianni
”E’ una mia invenzione: tu ti metti dentro questa scatola, io metto un libro dentro questo paniere, premo questo bottone e tu ti ritrovi proiettato in quel libro.”
Gianni era un po’ incredulo.
” Un qualsiasi libro. Poi se ti stufi basta un urlo e io ti riporto indietro.”
Gianni rimase scettico: “quindi grazie a questa macchina potrei conoscere le donne create dai più grandi scrittori del mondo?”
”Sì, esatto. Chi vuoi conoscere? Fanny Hill? Lolita? Lady Chatterley? Beatrice?
Gianni si infilò nella scatola. “Proviamo…se è uno scherzo… non è che ci infili delle spade o che mi seghi in due?”
”Tranquillo, Gianni. Allora chi vuoi conoscere? La Carmen?”
”No, non una a pagamento. Vediamo… non è che mi intendo molto di letteratura, finora ho letto solo le favole. Allora, Cappuccetto Rosso è minorenne, la Bella e la Bestia rischio di confondermi con la Bestia, La Principessa Sul Pisello proprio no a meno che non cominciamo con i doppi sensi, Biancaneve a letto non deve essere un gran che… non so, non ci capisco niente di letteratura… la Gioconda?”
”Gianni, vedo che la letteratura non è il tuo forte. Scelgo io, se la vuoi dolce e romantica ti va bene Lucia Mondella dei Promessi Sposi?”
” Ma no, figurati se una come quella te la dà prima del matrimonio. E poi per dolce e romantica intendo una come Eva Henger. Ecco, ho trovato: Giulietta Capuleti di Shakespeare! Sarebbe il massimo.”
”Ok. Quando ne hai abbastanza caccia un urlo.” Robbo mise l’edizione economica di “Romeo e Giulietta” nel cesto e premette il pulsante.
Nello stesso istante Gianni comparve nella camera da letto di Giulietta.
Di fronte a lui, di spalle, c’era una donna bellissima, forse anche più bella di Paris Hilton, che si stava pettinando i lunghi capelli mori.
Non posso crederci, pensò Gianni! E’ fantastico, sono qua! E’ proprio lei!
”Oddio messere, mi avete spaventata, ma voi chi siete?” Esclamò Giulietta con un forte accento medievale.
Incredibile, pensò Gianni, ha funzionato. “Scusa, mi chiamo Gianni e sono di Bologna, ho una ditta che ripara computer… sì insomma tipo il maniscalco… oh Dio mio!”
Giulietta gli sorrise civettuola: “Gradite un bicchiere di vino?”
“Non avresti una Coca Cola? No anzi, un attimo, sì, il vino va bene”. Dio che bella, pensò Gianni emozionato, era la donna che aveva sempre sognato.
”La mia famiglia è a messa e sono sola in casa.” Disse con un tono vagamente allusivo.
Dopo il vino uscirono a fare due passi nella ridente cittadina veneta.
”Ho sempre sognato che un misterioso straniero venisse a strapparmi alla noia, in casa si parla solo di guerre contro i Montecchi.” disse Giulietta prendendogli il braccio.
”Stanno antipatici anche a me.”
Si diressero verso Piazza delle Erbe. “Mi piace il tuo abbigliamento, non ho mai visto niente del genere qua. Lo trovo così antiquato.”
”Me lo dicono sempre anche i miei amici. L’ho comprato al Conad.” Disse con tono romantico Gianni.
Svoltarono per una stradina laterale dove c’era un giardino privato e si sedettero su una panchina. D’improvviso Gianni la baciò.
Per un’ora rimasero abbracciati, a sussurrarsi dolci sciocchezze e a guardarsi languidamente negli occhi.
Poi Gianni si tirò su di scatto, aveva sentito il campanile battere tre tocchi, e si era ricordato che doveva andare a casa a dare da mangiare al gatto.
”Devo andare” disse a Giulietta “ma tornerò.”
”Spero presto” Rispose Giulietta con luccicanti occhi innamorati.
Si avviarono verso casa, la baciò di nuovo e quando il portone si fu richiuso urlò: “Robbo! Stacca che devo tornare.”
Si udì un POP e Gianni si ritrovò a Bologna nel 2006.
”Dunque? Che ti dicevo?” Disse Robbo trionfante.
”Sei un grande, Quando posso ritornare? Domani?”
”Con piacere. A domani. Non farne parola con nessuno che non vorrei grane con la SIAE. Sai com’è, sui libri c’è il diritto d’autore.”
Gianni era al settimo cielo, mio Dio sono innamorato e lei mi ama, una delle icone dell’amore di tutti i tempi ama me, proprio me! E pensare che l’ultima a cui ho chiesto di uscire a cena ha accettato a patto che cenassimo in due ristoranti diversi, ed ora esco con Giulietta, L’Amore in persona!
Certo non sapeva che in quello stesso momento una studentessa del Liceo Classico Fermi di Milano si stavano chiedendo perché non avesse notato prima quel bolognese che a pagina 10 baciava Giulietta, ma corresse la recensione che stava scrivendo.
Gianni tornò da Robbo il giorno dopo e seduta stante si ritrovò a Verona.
Giulietta non riuscì a nascondere l’emozione nel vederlo.
”Ciao Frittatina” disse Gianni.
Trascorsero alcune ore insieme, a ridere e a parlare di tutto.
Giulietta lo riempiva di domande:
”Parlami ancora di Lucio Dalla, come fa quella canzone “Attenti al Lupo?”
”Dio cosa darei per venire una sera con te e il tuo amico in discoteca a ballare la salsa!”
”Davvero la Juve è in serie B?”
”Bologna, ne ho sentito parlare, siete sotto il Papato vero? E’ lontana!”
Gianni stava per dire un’oretta di autostrada ma si trattenne “Non è lontanissima, 9 ore di cavallo tagliando per i campi.”
Poi aspettarono che i suoi genitori uscissero e fecero l’amore.
“Mio Dio, sto scopando Giulietta Capuleti!” Pensava Gianni tra sé e sé. “Se mi vedesse la mia prof di italiano, che mi diceva di lasciare perdere gli studi e la letteratura e di provare a giocare a calcio o emigrare in una nazione in cui non parlavano l’italiano.”
Col passare dei giorni Gianni tornò spesso da Robbo e portò avanti quella intensa relazione con Giulietta.
Un giorno, prima di partire per Verona, Gianni disse a Robbo: ”Però vedi di mettermi sempre nelle prime pagine, prima che incontri quel Romeo.”
”Perché, hai paura della competizione?”
”Romeo è uno stronzetto con la puzza sotto il naso e pure basso, ma lei lo trova fichissimo.”
”Ma la sua famiglia non sospetta niente?”
”Ma no, l’unica cosa che mi chiedono è la carta d’identità, se non ci vedono scritto Montecchi è tutto a posto.”
La studentessa milanese era sempre più perplessa e continuava a leggere.
“Gianni, oh Gianni Tomesani! Rinnega il tuo nome!
Tomesani non significa nulla: non una mano, non un piede, né un'altra parte qualunque del corpo di un uomo.
Che cosa c'è in un nome?
Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo. Oh Tomesani!”
”Boh” pensava la studentessa “in questi classici si scopre sempre qualcosa di nuovo.”Gianni stava bene a Verona con Giulietta. Dopo tante sofferenze me lo sono meritato, pensava.
E anche Giulietta lo adorava, era avida di sensazioni e restava ammaliata ai racconti di Gianni.
”Ma davvero Valentino Rossi vincerà il mondiale anche quest’anno?”
”Parlami ancora del “Grande Fratello.”
Intanto la studentessa milanese leggeva, un po’ stupita per non averlo notato prima, tutte quelle scene di sesso tra Giulietta e questo bolognese, e continuava a correggere la sua relazione. “Però sta Giulietta, mica tanto santarellina… quel giochetto a pagina 12 voglio farlo anche io al mio fidanzato sabato sera prossimo.”
Il quindicesimo giorno come sempre Gianni apparve al cospetto di Giulietta, felice e bramoso d’amore.
Trascorsero un bel pomeriggio in carrozza fino al lago di Garda, divertendosi come sempre, le aveva regalato una maglietta di Sisley che le stava un amore. Poi lei si fece seria.
”Allora quando ci sposiamo?”
”Eh?”
”Siamo fidanzati già da 15 giorni, ormai è ora che facciamo sul serio.”
”Emh… certo scricciolino mio… dunque…un attimo… ROBBOOOOOOO AIUTOOOOO.”
In un attimo si ritrovò a Bologna, in salvo.
Per un po’ Gianni ne aveva abbastanza e non si presentò da Robbo, ma dopo dieci giorni bussò di nuovo alla sua porta.
”Ciao Gianni! Dimmi, dove vuoi andare stavolta? Non a Verona vero? Ahahah.”
”Stavolta vorrei andare in un libro che non legge nessuno, tipo “La Luna e il Falò” di Cesare Pavese. Per colpa mia hanno bocciato una ragazza di un liceo di Milano.”
”Di cosa parla “La Luna e il Falò” ? E ci sono donne?”
”Che ne so di che parla, e di donne ce ne sono in tutti i libri. Spero solo non sia la storia di Lucrezia Borgia. Avanti.”
Gianni entrò nella scatola e Robbo si diresse verso la libreria per prendere il libro di Pavese.
Ma inciampò, ribaltò la libreria e tutti i libri caddero alla rinfusa dentro il cesto.
Poi perse l’equilibrio e sbattè la testa contro il pulsante, facendo partire Gianni per destinazione ignota.
La botta alla testa gli fece perdere la memoria, e quando rinvenne non si ricordava cosa era quell’ammasso di ferraglia e lo vendette per 10 centesimi al kg al robivecchi.
Ora Gianni si trova in giro per la letteratura mondiale, se leggendo un qualche libro vi imbatterete in un tizio di Bologna bruttino e pettinato male che non c’entra niente con la trama non fateci caso.
L’ultima volta Gianni è stato letto nel primo capitolo della Bibbia mentre faceva una scorpacciata di mele.
C'era una vodka
Sabato mattina mi sveglio. Prima di aprire gli occhi chiedo ai miei organi il consueto rapporto.
Lo stomaco risponde per primo:
”Buongiorno. Ti trovi a casa. Qui abbiamo lavorato tutta notte per smaltire i postumi della sbronza ma non ce la abbiamo fatta, quindi ti attende un bel sabato di merda.
Questo è successo perché hai bevuto di tutto e vedi, la varietà è giusta nell’alimentazione, assai meno necessaria è la varietà degli alcolici quando si beve.
Anche la frutta è importante con tutte quelle vitamine e sali minerali, ma se per una volta non la bevesti associata all’alcool (rum/pera, arancia/rum…) farebbe meglio.
Tra l’altro, hai presente la barista che è il tuo sogno erotico da mesi e che ieri finalmente ti sei scopato sul bancone del bar? Beh, era un sogno e dopo quello che è successo ieri rimarrà sicuramente tale.
Per un po’ ti prego di mangiare solo cibi leggeri e sani, per esempio la pizza una margherita semplice, senza schifezze sopra.
Entra in scena il cervello:
”Ok. L’idea di pasteggiare a birra e cucacao è stata mia. Scusa ma lo sai che mi devi ascoltare il meno possibile. L’idea dei giri di ruhm e pera/ananas, invece, è del tuo amico Giac.
Ma fortuna che proprio Giac sapeva dove abitavi, per le prossime volte sarebbe meglio ti mettessi una piastrina al collo con nome e indirizzo.
Ottima anche l’idea di dormire sul pavimento del gabinetto con tanto di cuscino per essere più vicino al water.
Il motivo per cui stai leggermente imbarcato a destra è che avete giocato a ping pong al buio con una mela al posto della pallina, e ti è arrivata sulla costola. Stiamo ancora aspettando l’esame balistico.
Comunque hai perso solo di un punto, e c’è il sospetto di un fuorigioco.
Sento la vocina affranta del fegato:
”Come si chiama quell’inquietante beverone dal colore della benzina che hai bevuto ieri? Se ti chiedevi perché tutti ti trattavano con cortesia inusuale è perché vedendoti con quella roba in mano pensavano volessi suicidarti.
La prossima volta che lo ordini giuro che torno da tua madre.
Apro finalmente gli occhi e mi alzo. Houston abbiamo un problema. Se oggi mi dovessero prelevare il sangue dovrebbero usare un cavatappi.
Sto male tutto sabato, vomito talmente tante volte che finisco il dentifricio.
Sabato sera per prendere un po’ d’aria vado al pub dal mio amico, ma arrivo, vado al cesso, vomito, lo saluto e poi torno a casa.
Domenica mattina mi sveglio, il mio corpo reclama cibo.
E’ passata.
Dovrei frequentare compagnie migliori, ma i miei amici dicono che la cattiva compagnia sono io.
Comunque non sono il peggiore, Giac è già a 1 o 2 lavande gastriche, non si ricorda di preciso appunto perché era sbronzo.
Vado al bar, i miei amici stanno tutti bene, in pratica io sono l’unico che è stato male.
Una figuraccia come quando a scuola ero l’unico a pigliare l’insufficienza in tutta la classe, soprattutto in francese (Già allora mi stavano sulle balle i francesi) e matematica (ma che cosa serve sapere quanto fa 3 x X=Y/2?).
Ho ancora lo stomaco in subbuglio e chiedo al barista una coca cola, sono curioso di sapere che sapore ha senza il rum. Il barista si mette a ridere perché crede che scherzo e mi da una birra, non è abituato a darmi analcolici.
Gli dico che non stavo scherzando e allora mi chiede se sto male.
Perché, quando uno sta male i dottori gli prescrivono della coca cola? Che è, del Voltaren?
Sì, comunque sto male.
Ideali.
Narra la storia che un intervistatore chiese a John Lennon e Paul Mc Carthy: “Ma quale altissima missione vi ha spinto a scrivere melodie così armoniose, quale è la eccelsa molla che vi ha fatto raggiungere vette così sublimi nella musica, quale ideale superiore vi ha sospinti?”
Loro si guardarono l'un l'altro e poi risposero: “la figa. Non ne avevamo e ne volevamo qualcuna.”
E’ questa la stessa molla che spinge me e il mio amico Giac, i due nuovi Beatles, ad andare in discoteca anche se al bar si starebbe benissimo.
Entriamo, pigliamo da bere, facciamo un giro, dentro ci sono i 2/3 della popolazione mondiale maschile e qualche ragazzetta di buona famiglia chiaramente non adatta a noi. Giac vorrebbe attaccare discorso con due bionde ma gli dico che quelle sono ben oltre il nostro livello. A dire la verità guardando bene tutte quante sono ben oltre il nostro livello.
Vediamo due ragazze appoggiate ad una colonna e tentiamo di convincerle a venire a letto con noi, ma riescono a divincolarsi e a chiedere aiuto.
Poi Giac vede una bellissima bionda che saltella in pista e si mette in testa di attaccare discorso con lei ma non sa come fare, allora gli consiglio di lasciarla parlare e di dire sempre di sì, funziona sempre. Con le donne bisogna fare come quando installi un programma nuovo nel computer, che si clicca sempre su SI senza stare a leggere che tanto è tempo perso.
Torna dopo 2 minuti piuttosto abbacchiato, qualcosa non è andato bene. Forse era meglio se diceva anche qualche no.
E’ arrabbiato con me perché dice che gli ho dato un consiglio sbagliato, ma gli dico che chiedere a me come andare a donne e poi lamentarsi che non ha funzionato è come chiedere a Totti come costruire una centrale nucleare e poi lamentarsi se esplode.
E poi anche la frase che lei gli ha detto: “quelli come te andrebbero eliminati” può essere interpretata in vari modi: non so, in fondo ha usato il verbo al condizionale.
Decidiamo di uscire anche perché abbiamo l’impressione che tutti ci guardino male, ma a dire la verità questa impressione ce la abbiamo sempre.Stasera donne zero, però la riteniamo una vittoria morale e vogliamo festeggiare andando a berci due birre.
Chiediamo ad un ragazzino dove è una birreria, ci dà le indicazioni e Giac per ringraziarlo tira fuori il suo balocco di fumo da un etto e gliene dà un pezzetto. Non sto scherzando, lo ha fatto per davvero.
Gli chiedo perché gli è saltato in mente di fare una roba del genere e lui mi risponde che tanto non è fumo molto buono. Ecco, allora tutto a posto.
Entriamo in birreria e gli chiediamo due birre in bottiglia, il barista insiste anche in modo un pò sgarbato per darci i bicchieri anche se noi ripetiamo che non ci servono.
Allora gli diciamo che andiamo a berle nei tavolini fuori e appena usciti ci mettiamo a correre e gli freghiamo i bicchieri. Comincio a capire perché tutti ci guardano male.
Ci beviamo la birra nel bicchiere seduti su una panchina sperando che la polizia non stia facendo la caccia all’uomo per il furto dei due bicchieri, e giuriamo di rimanere single fino a quando non troveremo una donna.
Birraaaa
Ho avuto l’ennesima prova che le donne mi odiano.
Ero con un mio amico in un pub in cui ci sono i balli latini, e c’è una cassiera che è sicuro una delle donne più belle del mondo: mora, circa terza misura, capelli lunghi e oggi si era fatta le trecce, un gran bel didietro come solo una quarantenne riesce ad avere, un tatuaggio sopra il didietro che si vede perchè porta sempre magliette corte e gonne a vita bassa.
Solo che mi odia, ed in questo è molto banale perché tutte mi odiano.
Allora vado alla cassa a prendere una birra, la saluto, lei mi guarda con il solito sguardo schifato, le do 50 Euro, mi dice che non ha il resto e deve cambiare. Torna dopo un po’ e mi dà il resto. Vado al bancone ma mi viene in mente che non mi ha dato lo scontrino.
Torno alla cassa ma lei dice che me lo ha dato e che l’ho perso io.
Va beh amen, dammene un’altra e ne piglio una anche per il mio amico, stavolta lo scontrino me lo dà e come resto mi riempie di monetine anche se in cassa ha tante banconote da fare invidia Paperone.
Vado al bancone, il barista mi chiede se la birra la voglio chiara o rossa. Che domanda cretina, col buio che c’è in questo pub che differenza fa un colore o un altro?
Poi mi viene in mente di contare le monetine del resto, ed in effetti mi ha dato 5 Euro di meno.
Torno alla cassa e glielo faccio presente, lei dice che è sicura di avermi dato il resto giusto. Andiamo pure. Magari lei pensa che sia solo una scusa per guardarle le tette nella sua larga magliettina, e probabilmente se anziché le tette mentre che le parlavo le avessi guardato gli occhi forse mi avrebbe preso di più sul serio.
E’ comunque uno sbaglio che faccio un po’ con tutte le donne.
Voglio andare a prendere un’altra birra per dimostrarle che non sono uno che si fa fregare in continuazione, insisto con il mio amico perché la beva in fretta e torno alla cassa.
Chiedo due birre, stavolta mi dà lo scontrino, con fare strafottente conto il resto sotto il suo naso.
Vado al bancone e chiedo due birre. Ma il barista mi dice che lo scontrino è per una birra sola. Ma porca vacca.
Stavolta non protesto neanche, do la birra al mio amico e gli dico che ho preso una birra sola perché voglio smettere di bere.
E’ il compleanno di un ragazzino, sta facendo una festa in quel locale. La cassiera si alza, piglia un pezzo di torta e glielo spalma in testa, lui ride felicissimo. Se lo facevo io mi ammazzava.
Poi lo prende per mano e vanno dentro al gabinetto. Mi sa che la prossima festa di compleanno la farò qua con una grossa torta. La amo sempre di più.
Esce dal gabinetto, se ne frega della fila alla cassa, scioglie i capelli e si mette a ballare. Una così può veramente farti perdere la testa.
Intanto il mio amico sta ballando con una delle mie preferite, un' altra quarantenne con un didietro che eccetera e una minigonna che tutti si voltano a guardarla. Comunque anche io se mi mettessi una minigonna del genere tutti si volterebbero a guardarmi.
Ho voglia di una birra, chiedo ad uno che non conosco se va alla cassa e mi compra una birra senza dire che è per me se no gli frega i soldi, ma rifiuta.
Poi do i 5 euro ad una ragazza chiedendole di andarmi a prendere una birra perché a me non me la vuole dare, lei prende i soldi ma se li tiene.
Forse non aveva capito quello che ho detto o forse si è messa d’accordo con la cassiera per pigliarmi per il culo, infatti mi pare di vedere che va dalla cassiera e le dà 2.50 Euro. Mi sa che divento astemio per davvero.
(Astemio: uno che ha il vizio di non bere)
La prossima volta mi porto la birra da casa, e dato che non posso entrare con una Heineken in mano me la infilo nei pantaloni come da foto, così finalmente avrò qualcosa di interessante da guardare.
Passa un uomo, mi pesta un piede e mi guarda anche male. Andiamo bene, finora erano solo le donne che mi trattavano male, se cominciano anche gli uomini presto su questo pianeta mi sopporterà solo il mio gatto.
A proposito, questo è il mio gatto, gli ho coperto il viso per tutelare la sua privacy.Comunque imparo che quello con cui la cassiera era andata al cesso dopo avergli spalmato la torta in testa era suo figlio.
Si avvicina la fine della serata, per la prima volta in vita mia sono sobrio visto che non c’è verso di comprare una birra.
Allora la cassiera mi passa vicino, mi sorride e con il dito mi fa qualche ghirigori sulla pancia, come dire:
“mi sono divertita a prenderti in giro, noi donne siamo così, ci piace farvi incazzare, prendere o lasciare”.
Quel sorriso vale tutti i soldi che mi ha fregato.
Morale: Non tutti gli sbagli delle donne sono errori.
Ma perché spesso ci innamoriamo di quelle che ci trattano male? (Ovviamente questo succede spesso ma non sempre, perché se amassi tutte quelle che mi hanno trattato male dovrei amare circa 12000000 di donne.)
Io e Cyrano
Sono al bar, e vedo un mio amico che armeggia da mezz’ora con il telefonino.
Mi dice che ieri ha conosciuto una ragazza e vuole mandarle un sms per chiederle di uscire, e non sa cosa scrivere, ne ha già scritti e cancellati 10 ed è in panico.
Ma ci sono qua io ad aiutarti! Eccomi qua, il tuo Cirano de Bergerac grazie al quale conquisterai la tua Rossana, anche se in comune con Cirano più che la spada e le parole ho il naso.
"Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio."
(Tratta dal "Cirano di Bergerac")
Ci sediamo e cominciamo:
Scrivere una lettera o un sms significa dedicare del tempo alla persona a cui si scrive, occorre molta attenzione alla punteggiatura, alle maiuscole. Brevità e chiarezza, NIENTE FACCINE!
”Allora, le potresti scrivere questo:”
Ieri ho conosciuto una persona speciale: sei tu. Non ho smesso di avere la tua immagine davanti ai miei occhi, mi piace sussurrare il tuo nome, pensare a te mi riempie di gioia e ormai stai entrando nel mio cuore. Spero avrò la possibilità di farmi conoscere meglio.
Un’ultima aggiustatina alle virgole, guardo che non ci siano ripetizioni di parole o brutte assonanze, e l’SMS è pronto.
Gli piace molto e glielo manda subito, poi aspettiamo trepidanti il suo sms di risposta.
Ecco il trillo. La risposta è arrivata dopo pochi secondi, è un buon segno o no?
”Per me sì”
”Non lo so, ci ha pensato troppo poco”
”O che non aspettava altro”
”Forse dovevo essere più dolce”
”Più dolce di così le veniva il diabete anche nei piedi”
”Ma per me ha scritto che…”
”Perché non lo leggi e la piantiamo?”
Con le dita tremanti apre il telefonino ed il suo sms di risposta appare sul video:
”MA CHE CAZZO HAI SCRITTO ALLORA USCIAMO O NO?”
Gli consiglio di rispondere:
”Sì”, anche senza mettere l’ accento sulla i.
Ma allora le parole soprattutto se belle sono inutili quando si ha a che fare con una donna?
Mi viene in mente che in Romania ai tempi di Ceausescu alle donne era vietato per legge parlare con gli stranieri, però uno straniero poteva tranquillamente sposare una rumena, e c’era addirittura un ministero apposta per i matrimoni misti.
Cioè per la legge rumena in teoria era possibile sposarsi anche senza avere mai parlato.
Poi mi viene in mente un mio amico, M***************.
A Rimini una volta conobbe una tedesca che si chiamava Gutrud con i puntini sulla U, non so se sulla prima U o sulla seconda.
Lui in tedesco sapeva dire solo ja e strudel, lei in italiano sapeva solo dire “me gusta mucho” ma si capivano lo stesso benissimo a gesti e a disegni.
Parlavano una lingua a caso mimando gli oggetti, i verbi al passato si ottenevano indicando le spalle, i verbi congiuntivi e condizionali sono inutili quando si parla tra fidanzati.
Grazie al loro linguaggio gestuale riuscivano ad avere conversazioni del tipo:
“ti piace questo posto?”
”si/no”
”vuoi una cocacola?”
”si/no”
”tieni per il Bayern?”
”si/no”
”andiamo in spiaggia a scopare?”
”si”
Due che riescono ad intendersi così bene dovrebbero sposarsi.
Lui voleva andarla a trovare in Germania ma non si rividero più perché purtroppo lei stava a Niedersachsennburg-oder-sachsenhart nella regione di Mecklenburgundvorpommerstein in via Buchungsmoglichkeiten al numero dreihundertZwanzigsechse e mimare una cosa del genere con il loro linguaggio gestuale era impossibile.
Per dire, se abitava a Monaco in via Italien al numero 1 adesso si vedrebbero ancora.
Quindi con le donne le parole sono inutili?
Faccio una prova: entro nel bar e mi appoggio al bancone.
La barista mi guarda e senza che io le abbia detto niente mi serve una birra.
Ma allora è vero, con le donne le parole non servono!
Io e Cyrano
Sono al bar, e vedo un mio amico che armeggia da mezz’ora con il telefonino.
Mi dice che ieri ha conosciuto una ragazza e vuole mandarle un sms per chiederle di uscire, e non sa cosa scrivere, ne ha già scritti e cancellati 10 ed è in panico.
Ma ci sono qua io ad aiutarti! Eccomi qua, il tuo Cirano de Bergerac grazie al quale conquisterai la tua Rossana, anche se in comune con Cirano più che la spada e le parole ho il naso.
"Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio."
(Tratta dal "Cirano di Bergerac")
Ci sediamo e cominciamo:
Scrivere una lettera o un sms significa dedicare del tempo alla persona a cui si scrive, occorre molta attenzione alla punteggiatura, alle maiuscole. Brevità e chiarezza, NIENTE FACCINE!
”Allora, le potresti scrivere questo:”
Ieri ho conosciuto una persona speciale: sei tu. Non ho smesso di avere la tua immagine davanti ai miei occhi, mi piace sussurrare il tuo nome, pensare a te mi riempie di gioia e ormai stai entrando nel mio cuore. Spero avrò la possibilità di farmi conoscere meglio.
Un’ultima aggiustatina alle virgole, guardo che non ci siano ripetizioni di parole o brutte assonanze, e l’SMS è pronto.
Gli piace molto e glielo manda subito, poi aspettiamo trepidanti il suo sms di risposta.
Ecco il trillo. La risposta è arrivata dopo pochi secondi, è un buon segno o no?
”Per me sì”
”Non lo so, ci ha pensato troppo poco”
”O che non aspettava altro”
”Forse dovevo essere più dolce”
”Più dolce di così le veniva il diabete anche nei piedi”
”Ma per me ha scritto che…”
”Perché non lo leggi e la piantiamo?”
Con le dita tremanti apre il telefonino ed il suo sms di risposta appare sul video:
”MA CHE CAZZO HAI SCRITTO ALLORA USCIAMO O NO?”
Gli consiglio di rispondere:
”Sì”, anche senza mettere l’ accento sulla i.
Ma allora le parole soprattutto se belle sono inutili quando si ha a che fare con una donna?
Mi viene in mente che in Romania ai tempi di Ceausescu alle donne era vietato per legge parlare con gli stranieri, però uno straniero poteva tranquillamente sposare una rumena, e c’era addirittura un ministero apposta per i matrimoni misti.
Cioè per la legge rumena in teoria era possibile sposarsi anche senza avere mai parlato.
Poi mi viene in mente un mio amico, M***************.
A Rimini una volta conobbe una tedesca che si chiamava Gutrud con i puntini sulla U, non so se sulla prima U o sulla seconda.
Lui in tedesco sapeva dire solo ja e strudel, lei in italiano sapeva solo dire “me gusta mucho” ma si capivano lo stesso benissimo a gesti e a disegni.
Parlavano una lingua a caso mimando gli oggetti, i verbi al passato si ottenevano indicando le spalle, i verbi congiuntivi e condizionali sono inutili quando si parla tra fidanzati.
Grazie al loro linguaggio gestuale riuscivano ad avere conversazioni del tipo:
“ti piace questo posto?”
”si/no”
”vuoi una cocacola?”
”si/no”
”tieni per il Bayern?”
”si/no”
”andiamo in spiaggia a scopare?”
”si”
Due che riescono ad intendersi così bene dovrebbero sposarsi.
Lui voleva andarla a trovare in Germania ma non si rividero più perché purtroppo lei stava a Niedersachsennburg-oder-sachsenhart nella regione di Mecklenburgundvorpommerstein in via Buchungsmoglichkeiten al numero dreihundertZwanzigsechse e mimare una cosa del genere con il loro linguaggio gestuale era impossibile.
Per dire, se abitava a Monaco in via Italien al numero 1 adesso si vedrebbero ancora.
Quindi con le donne le parole sono inutili?
Faccio una prova: entro nel bar e mi appoggio al bancone.
La barista mi guarda e senza che io le abbia detto niente mi serve una birra.
Ma allora è vero, con le donne le parole non servono!
Dove si compra il Prozac?
Forse non ti è mai capitato, anzi sicuramente non ti è mai capitato, in pratica la situazione è questa:
ti sei perso diciamo in un bosco e sei nei casini, è esclusivamente tutta colpa tua al 100% quindi sarebbe ridicolo lamentarsi, non sai cosa fare, sei talmente solo e lontano da tutti che chiedere aiuto è inutile e poi fa freddo, il tipo di freddo per cui i maglioni non bastano, e cominci ad avere un po’ di paura anche se questo non lo dirai mai e poi mai a nessuno.
Poi però arriva il mio amico Giac, e adesso siete in due persi, soli, lontani e al freddo, ma con meno paura.
Io e Giac: due che sanno che c'è differenza tra il cuoio e il pizzo, tra il ferro e la seta e a cui piacciono le donne che sanno quanto costa il pane, e non importa se hanno qualche smagliatura sui fianchi, nella loro vita e nelle calze.
(frase che mi è venuta in mente stasera mentre che ero sbronzo)
Nuova idea
Finalmente ho risolto i miei problemi con le donne! Dio ti ringrazio per avermi dato questa idea, è stata una specie di illuminazione, del resto la mia vita è cosparsa di questo tipo di colpi di genio, anche se in effetti così su due piedi non me ne viene in mente nessuno.
Dunque, in pratica basterà che una donna o persino un uomo veda questo filmato che non potrà esimersi (esimersi credo significhi una roba tipo “fare a meno”) dal contattarmi velocemente per venire letto con me. Che bello sarà avere nel proprio letto una donna vera, una con cui non bisogna stare attenti che si fori e si sgonfi!
Gli uomini sarebbe meglio che questo filmato non lo guardassero ma facciano come vogliono, io li ho avvertiti.
Devo preoccuparmi?
Ho notato che i banner pubblicitari nei blog non sono uguali per tutti, ma vengono scelti caso per caso a seconda del contenuto del blog stesso.
Negli altri blog vedo pubblicità di ristoranti, viaggi, libri e corsi di lingue.
Nel mio blog invece ci sono pubblicità sul tipo:
- Risolvere la depressione
- Centro psicoterapia breve
- Dott Carli medico psichiatra
- Centro disintossicazione dalla cocaina
- Comunità recupero da tossicodipendenze narconontop.org
- Associazione italiana disturbi alimentari
- Tecniche di rilassamento per combattere le alterazioni psichiche
- Tic, panico e sindrome di Tourette: scopri se ne soffri
- Test sull’ IQ: sei intelligente o veramente stupido?
State forse tentando di dirmi qualcosa?
Ok il prezzo รจ giusto.
A volte penso che in un’estate attorno al 1990 potrei aver venduto l'anima al diavolo.
Ero in vacanza con gli amici a Cesenatico in agosto ed avevamo fatto gruppo con altre persone: eravamo tutti allegri ed ubriachi in spiaggia di notte, e nel gruppo tra le persone che non conoscevo c’era anche una ragazza.
Si chiamava Lola o Lucia o Lucy o Lulla, tutti la chiamavano in modo diverso, ed era magrissima, bella e pallida. In pieno agosto al mare io e lei eravamo gli unici bianchi ma lei era proprio bianca come un cadavere.
Poi aveva degli occhi strani, rossi, da malata.
Comunque per me in una donna le cose importanti non sono certo gli occhi, io guardo altre cose: la simpatia, l’allegria, la generosità, le tette.
Aveva anche una bellissima voce, roca ma calda, ferma ma femminile e assolutamente senza accenti regionali, non ho capito di dove era.
Questa Lola era una comica nata, quasi geniale, si era messa al centro della attenzione e per tutta la notte ci fece ridere con battute continue, racconti e pagliacciate varie.
Poi la notte si avvia alla conclusione, alcuni vanno a dormire, alcune coppie estive si appartano, io non sto bene per l’alcool e il poco sonno e mi siedo su uno sdraio un pò appartato.
Lei viene da me, si siede vicino e cominciamo a parlare.
In pratica aveva scelto me, e qua è già sospetto perché non mi capita mai, queste cose succedono solo ai miei amici quelli belli.
Ci sbaciucchiamo e facciamo qualche giochino mentre gli altri parlano poco più in là (un figurone davanti agli amici, ancora se ne parla), poi ci mettiamo a guardare il mare in silenzio, vicini perché in riva al mare la notte è abbastanza fresca anche in agosto.
Poi Lola così di punto in bianco mi chiede:
"Tu gliela venderesti l'anima al diavolo?"
"Ma sì.” Le rispondo, non posso certo fare la figura di uno che ha paura di vendere l’anima al Diavolo davanti ad una femmina.
Non dice niente, per un po’ pare che pensi a qualcos'altro.
Poi dice:
"Ma tu cosa vuoi dalla vita, non così per dire, quale è la cosa che ti piacerebbe sopra ogni altra cosa?
Quando una donna si mette in testa di fare dei discorsi complicati con me di solito ho un brivido di terrore perché tutte le volte va a finire che dico qualcosa che non va bene, ma rispondo:
"Una vita avventurosa."
Lola non dice niente. Dopo un po’ i suoi amici la chiamano e se ne va.
Non l’ho più rivista, come spesso succede in queste storielle estive e la storia finirebbe qui, se non fosse che in effetti, anche senza aver firmato con il sangue, ha funzionato.
La mia era una vita normale tendente al piatto: diploma in ragioneria, vita in casa con i genitori, ferie in agosto, lavoro, amici e diventò molto più movimentata.
Ma quando il diavolo esaudisce la tua richiesta ci sono sempre delle conseguenze deleterie: l’anno dopo la mia ditta fallì in modo assurdo, andai in Romania e mi tolsero il passaporto e rimasi là 3 mesi quasi nascondendomi, poi comprammo una fabbrica in Svizzera fallendo di nuovo, continuo a conoscere persone strane e ad essere accuratamente evitato da quelli normali, donne una più matta dell’altra al punto che credo che le normali non esistano, altre cose che non ho voglia di dire.
Certo la mia vita è movimentata ma se il demonio è in ascolto vorrei digli che io per vita avventurosa non intendevo questa, ma una roba tipo quella di Briatore o Vieri.
Poi vorrei dirgli che se proprio non si può cambiare la mia vita, almeno si potrebbe avere un altro appuntamento?
Altra idea.
Io e Giac abbiamo avuto un’idea fantastica per rimorchiare delle ragazze, copiandola da un film: prendiamo un treno e ci sediamo in uno scompartimento dove ci sono delle ragazze. Attaccare discorso con loro sarà facile e a questo punto dovremo soltanto fare valere il nostro fascino.
Ci diamo appuntamento alle 8 di domenica mattina, ma alle 9.30 ci telefoniamo e lo spostiamo alle 12.
Andiamo verso la stazione, zaino in spalla (con dentro niente ma solo per apparire pò bohemienne) e ci portiamo anche un libro da tenere in mano con nonscialans (nonchalance?) così, tanto per sembrare intellettuali.
Io mi porto “Il gabbiano Johnathan Livingstone”, che credo sia un libro che parla di animali.
Lui invece si porta i 32 volumi dell’Enciclopedia Britannica con le copertine rilegate in pelle. Mi sa che lui apparirà molto più intellettuale di me, ammetto che stavolta è stato più bravo.
Avevamo pensato di accenderci le sigarette con delle banconote per sembrare danarosi davanti alle donne, ma questo lo faremo quando la Banca Centrale Europea farà le banconote da 1 euro.
Decidiamo anche di andare in prima classe, almeno finchè non ci sbattono fuori.
Il programma è di “prendere il primo treno verso sud”, perché noi giovani siamo un pò così, senza programmi rigidi, all’avventura, zingari.
Arrivati in stazione scopriamo che era meglio essere meno zingari dato che non c’è nessun posto su nessun treno che va a sud, almeno per quattro ore. L’unico treno è una carrozza-letto, che sarebbe anche buono se nel letto ci fossero delle donne, ma il bigliettaio ci assicura che non ci sono.
Decidiamo allora di andare verso sud in macchina.
I 32 volumi della sua enciclopedia non ci stanno in macchina così Giac li butta via, tanto non gli piacevano perché a lui piacciono solo i libri con donne nude e l’unica immagine di donna nuda era la Maya Desnuda del Goya. Strappa comunque quella pagina per tenersela, e io gli chiedo se me la fa fotocopiare perché è proprio carina sta Maya.
Arrivati in macchina però pensiamo: nella mia macchina donne da abbordare non ci sono proprio, quindi ci chiediamo: ma che ci andiamo a fare a sud in macchina?
Decidiamo allora di continuare la domenica all’insegna della cultura andando a trovare Alfonso, che abita proprio sopra l’incrocio di Via Bentini ed ha un balcone da cui si possono guardare le gambe delle ragazze che guidano la macchina con la gonna mentre che sono ferme al semaforo. E’ anche bravissimo ad imitare la sirena dell’ambulanza, così stanno ferme all’incrocio più tempo.
(Mi rendo conto che se per un qualche strano scherzo del destino un giorno riuscirò a trovare una donna, dovrò cancellare tutto questo blog perché se legge ste robe mi molla dopo 10 secondi.)
Il nuovo hobby
L’ho copiato da un film di Woody Allen e mi pare divertente: si tratta di avvicinarsi ad una persona, insultarla e poi mettersi a correre il più velocemente possibile in modo da evitare la sua ira.
Ho scelto la mia prima preda, un marocchino abbastanza grosso quindi probabilmente lento e impacciato, dovrei riuscire a scappare facilmente.
Purtroppo non potevo sapere che lui qua è il primatista marocchino dei 100 metri piani e che era stato espulso dalla federazione di Kung-Fu per eccessiva violenza. Comunque ho imparato qualcosa:
1 devo scegliere meglio la persona con cui fare questo gioco.
2 un osso quando si rompe fa "croc"
Fratelli.
Il mio amico Giac è passato a trovarmi, lui e l'altro mio amico A** sono gli unici che possano entrare in casa mia senza un preavviso di 3 giorni, che è poi il tempo che ci vuole per riordinare il gigantesco casino che c’è in casa mia, sembra di essere a Chernobyl il giorno dell’esplosione. Il letto non lo faccio da giorni, se uno lo vede sembra che ieri notte mi sono scopato una squadra di calcio femminile.
Lui non ci fa caso anzi dice che le case troppo ordinate lo mettono in soggezione, hanno qualcosa di malsano.
Cominciamo a parlare, parliamo di donne e conveniamo che la donna ideale è un incrocio tra Paris Hilton e Antonella Clerici però mora.
Poi per passarci il tempo facciamo la gara a chi dice più scemenze, come al solito vince lui io però riesco ad arrivare secondo.
Ci divertiamo molto io e Giac, mi trovo a mio agio con lui, con A** e con gli altri miei amici mentre per esempio se esco con una donna che mi piace molto di solito il disastro è assicurato. Per questo ho deciso che d’ora in poi uscirò solo con donne che mi stanno sulle balle.
Ma in fondo perché poi affannarsi a cercare una donna?
Beh, dunque, da una parte è vero che la donna è costituita dal 70% rottura di coglioni e dal 30% d’acqua, ma dall’altra parte la mia vita è un caos e una donna è ordine, struttura, salvezza e un buon profumo di ragù che arriva dalla cucina.
Quindi poche balle, muoversi, muoversi, AGIRE AGIRE! Se vogliamo trovare una fidanzata dobbiamo darci da fare, stare in casa a piangersi addosso e a cazzeggiare non serve a niente!
Come trovarla? Boh! Per cominciare ce ne andiamo in stazione a scrivere il nostro numero di telefono sui muri dei cessi, e speriamo bene…
Non male il Kitekat
Molti di voi, davanti ad una scatoletta di cibo per gatti, sentendo il profumino delizioso, vedendo l’aspetto appetitoso, guardando il proprio gatto sbafarsele con gusto si saranno chiesti che sapore abbia.
Ho deciso di togliere a me e a voi questa curiosità, mangiando una scatoletta di Kitekat al pollo e agnello!
Leggo gli ingredienti: carni e derivati (pollo min. 4%, agnello min 4%), cereali, ortaggi (piselli min 4%) estratti di proteine vegetali, sostanze minerali. Mi pare molto appetitoso. Avanti!
Il sapore era buono ma la se volete mangiare vi consiglio di cuocerle, io ho un mal di pancia atroce, peggio di così ce l’ho avuto solo quella volta che ho mangiato i bastoncini di pesce findus senza cuocerli perché non avevo voglia di mettermi ai fornelli.
La prossima volta metterò la scatoletta in pentola a bollire ancora chiusa, in modo da non perderne il profumo.
L’unica cosa bella che è successa è che ho fatto un sogno sado-maso. Non ne faccio mai, quindi credo sia dovuto al Kitekat.
Sono andato in farmacia a chiedere qualcosa per il mal di pancia e mi ha dato una bottiglia di olio di fegato di merluzzo.
”Che schifo! Ma perché proprio olio di fegato di merluzzo?”
”Perché sei stato cattivo.”
Ma serve?
Mi sono convinto anche perché i miei amici pensano che ho l’AIDS, almeno a giudicare dalla foga con cui lavano il bicchiere dopo che ci ho bevuto io.
Anche il mio amico Giac lo fa ogni tre mesi, solo che dopo che gli hanno dato i risultati dell’esame li butta via perché tanto non ci capisce niente.
E’ stato lui a convincermi ”Non si sa mai, con l’AIDS e tutte le altre malattie virtuose che ci sono in giro meglio essere prudenti…”
Ma quanto è ignorante, AIDS malattia virtuosa! AHAHAHAH La sua stupidità spesso mi fa ribaltare dalle risate.
”Cretino, l’AIDS non è una malattia “VIRTUOSA” ma una malattia “VENIALE”!
Ma dove si fa l’esame del sangue? La ricerca con google non dà risultati ma scopro che per farlo ci vuole l’impegnativa del medico di base. Allora vado dal mio medico di famiglia, ma deve essere molto tempo che non ci andavo perché mi dicono che è morto nel 1991 e al posto del suo ufficio adesso c’è un ortolano.
Telefono all’Asl e mi dicono che per farsi assegnare il medico di base ci vuole il libretto sanitario.
”Ma io non ce l’ho il libretto sanitario.”
”Allora ci vuole un documento”
”A chi lo porto il documento?”
”Alla sede della sua ASL e poi dopo le assegnano un medico di base.”
”Me lo assegnano loro? Ma non lo posso scegliere?”
”No, viene assegnato a seconda della residenza.”
”Ma io vorrei avere un medico di base uomo. Mi scoccia spogliarmi davanti ad una donna se non si spoglia anche lei.”
”Tut….tut…. tut…”
In fondo il mio sangue non ha bisogno di analisi, tra l’altro ha un colore bellissimo, rosso acceso, intenso ed un sapore delizioso. Mi piace il sangue! Peccato che anche noi uomini non abbiamo le mestruazioni.
Il mio sangue lo vedo spesso perché mi continua a cadere addosso della roba e ormai ho più tagli di un gladiatore romano.
Poi gli uomini di Cro-Magnon mica si facevano esami (solo di coscienza? Chissà…) e stavano da Dio.
Un piatto di affettato
Ero col mio amico ****, seduti ad un tavolino di una sala da ballo e guardavamo la gente che ballava bevendo una birretta e parlavamo.
Mi dice: “Avrei voglia di piatto di affettato.”
Gli rispondo: ”Io invece avrei voglia di trovarmi una donna a cui piaccio e che mi piace, per il cui amore non debba combattere in continuazione, certo non adagiarsi sul velluto di un amore ormai conquistato ma neanche lottare ogni mezz’ora per dimostrare di essere il migliore e avere la sua attenzione.
Vorrei la pace e la tranquillità di un amore ormai solido, mi piacerebbe riuscire a farla ridere, anche se devo dire che in questo sono abbastanza bravo. Vorrei finalmente una donna che avesse paura di perdermi, sono quindici anni che non mi capita, di solito tutte se ne sbattono, non sono affatto abituato ad una donna che mi tratta in modo gentile.Vorrei che mi desse due o tre mocciosi o che in alternativa ne avesse già uno o due, insomma vorrei una famiglia.
C’è ancora caldo, si potrebbe andare al mare con lei a mangiare una pizza in un ristorante sul lungomare e poi passeggiare fino al molo, guardare i negozi, le comprerei un regalino e poi ci metteremmo al tavolo di qualche bar e ci godremmo la lieve euforia che dà una birra al fresco della sera.
Dopo si potrebbe fare un giro in spiaggia, poi andare a girare i locali notturni, pub e osterie ormai pieni di gente, e finire la nottata all’alba facendo colazione di un bar appena aperto saccheggiando le paste. A volte l’ho fatto.
Oppure andare in un ristorante in collina, mangiare bene e bere un vino buono di quelli che costano, e uscire e sentire l’aria fredda della montagna sul viso e guardare le stelle e fare una passeggiata lungo una stradina in mezzo al bosco per smaltire la cena e la bottiglia e poi sedersi in un prato a guardare le luci della pianura in lontananza."
**** mi guarda strano e dopo un attimo di silenzio mi chiede:
“E perché?”
Già… perché? Emmhh…dunque…boh! Mi alzo e vado ad ordinare un piatto di affettato.
Bella frase
Girando per un forum straniero ho trovato questa bellissima frase che voglio condividere con tutti voi, fratelli della rete:
"Liberdade é obediência às leis que a persoa estabeleceu para sí própria." (Jean Jacques Rousseau)
Per chi non sa il greco lo traduco:
”La libertà è obbediente a lei come un perso stabilizzato pari, sì proprio.” (Gianni giace con una rossa)





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