Fantasmi
Sono andato dal barbiere a tagliarmi i capelli e mi ha combinato il consueto disastro tagliandomeli malissimo, e adesso non posso uscire di casa per almeno venti giorni perché mi vergogno.
Allora il mio amico Giac mi propone di andare ad una festa in maschera di Halloween vestiti da fantasmi neri, come da foto.
In pratica il costume consiste in un lenzuolo nero ficcato in testa, che almeno nasconderà la mia capigliatura.
Lo so che i fantasmi sono bianchi ma noi usiamo un lenzuolo nero perché il nero snellisce.
La festa è in una sala a Molinella, vicino a Bologna, e la fanno il sabato 21.
Ci troviamo al solito bar e partiamo, ovviamente con i vestiti normali, e ci cambieremo in macchina. Il nostro è un bar serio e non possiamo farci vedere con un lenzuolo in testa, contegno ci vuole.
E’ vero che quel bar è l’unico posto insieme alla Giamaica in cui se non fumi pensano che sei strano, ciononostante quando si è lì dentro bisogna mantenere un certo decoro.
Una volta in macchina ci cambiamo, e diventiamo i due Fantasmi Neri. Siamo proprio belli, andiamo a casa mia a farci una foto.
Arrivati davanti alla sala di Molinella però sono tutti vestiti normale e ci dicono che la festa di Halloween non la fanno sabato 21 ma appunto la faranno ad Halloween, come del resto è abbastanza logico essendo una festa di Halloween.
Io però non voglio farmi vedere con i capelli conciati in questo modo e chiediamo se possiamo entrare lo stesso con i lenzuoli in testa ma ci dicono che conciati in quel modo non possiamo entrare, e molto probabilmente non ci avrebbero fatti entrare neanche se fossimo stati in giacca e cravatta.
Ce ne andiamo, Giac è arrabbiato perché non ci hanno fatto entrare ma io credo che bisognerebbe fare un po’ di sana autocritica e chiederci: perché in data 21/10 ci troviamo qua con un lenzuolo in testa?
Decidiamo di tornare verso Bologna, senza cambiarci per fare prima, sperando che i carabinieri non ci fermino per non dovergli spiegare cosa ci fanno due Fantasmi Neri in una Ford Fiesta.
Avevamo portato due birre da berci dentro la sala per risparmiare tanto sotto il lenzuolo non si vedevano, allora dato che siamo in campagna ed è una serata calda decidiamo di andare a bercele da qualche parte, e scegliamo un parco lì vicino, dove ci sono le paludi delle Valli Argentane.
Cerchiamo un prato in un posto isolato in cui non ci dovrebbe vedere nessuno, non perché ci vergogniamo ma perché abbiamo paura che se ci vedono con questi vestiti addosso ci sparino.
Ci sediamo sul prato, sono già le due di notte.
Dio mio come passa veloce il tempo, le ore e i minuti neanche tanto ma i secondi vanno veramente velocissimi.
Il paesaggio è bellissimo, la luce della luna rischiara i canneti, i prati umidi e le zone paludose, c’è profumo di acqua stagnante e di bosco, c’è una atmosfera particolare.
Giac sospira, beve un sorso di birra e dice:
”Gianni, se avessimo due donne sarebbe perfetto…”
”Giac, secondo te se avevamo due donne eravamo qua alle 2 di notte con un lenzuolo in testa a guardare una palude del cazzo?”
Mi dà ragione, finiamo la birra parlando di quanto sia dura e ingiusta la vita.
453
Mi trovo in un pub dove si ballano i balli latini e sto facendo la mia serata tipica: alcolizzarsi, socializzare, barcollare, uscire, dormire.
Per adesso sono al primo punto e sto guardando la gente che balla con la mia birra in mano.
Mi si siede vicina una delle maestre di ballo, venezuelana di 100 kg per due metri di altezza, splendida regina della sala, sembra la padrona e si comporta come tale.
Cominciamo a parlare, guardiamo quelli che ballano e ad un certo punto mi viene in mente di chiederle:
”Ma chi è che ti ha colpito tra i maschi in questa sala?”
Lei ride e quella risata può avere molti significati, dal “non mi interessano gli uomini” al “tutti!”.
Poi lei mi chiede: ”E tu dimmi, per l’amore di quale di queste donne daresti tutto quello che hai senza pensarci?”
Bellissima questa domanda!
Ovviamente per una notte sola, se no è troppo facile.
Comincio a contare, allora: una è la cassiera, poi la mia quarantenne preferita, la padrona del pub ed una mora che si dimena in pista.
Le dico: “5 compresa te.”
Ride pensando che abbia fatto una battuta e mi dà un pugno sulla spalla facendomi male ma faccio finta che non mi ha fatto niente. Dopo andrò in bagno a piangere dal dolore ma non posso farlo davanti a lei.
Se ne va via dicendomi che mi ama, ma lo dice a tutti al posto del ciao.Mentre bevo la mia birra continuo il gioco e ne vedo altre due, e aggiungo alla lista anche una con la gonna leopardata che se sapessi ballare la salsa sarei lì ai suoi piedi ad implorarle un ballo. Se penso che qualcuno ce l’ha nel letto tutte le sere, poi le sfila la candida camicia da notte, ci fa tutto quello che gli pare… O MIO DIO! Ecco perché noi uomini campiamo poco.
C’è anche quella con le calze a rete, poi una con il vestito giallo e siamo a 10.
Esco dalla sala e ne vedo altre due, mentre salgo in macchina ne vedo un’altra e poi all’autogrill ce ne sono altre 6 a cui darei tutto ciò che ho per una notte o anche solo per un pomeriggio.
Sorpasso una corriera su cui ne vedo altre 8, poi ad una fermata dell’autobus ce ne sono altre 5.
Passo davanti ad un bar e sedute ad un tavolino ne vedo 9 una più bella dell’altra, poi aggiungo alla lista quasi tutte quelle del forum, le mie dipendenti, quelle di mio fratello, le mie vicine di casa, Paris Hilton, Valeria Marini, le mie professoresse dalle medie in poi e tutte quelle del catalogo Postalmarket.
A fine serata faccio i conti e ho contato 453 donne per le quali sarei disposto a dare tutto quello che ho anche la vita per una notte d’amore.
Vado a letto contento di essere riuscito a contare fino a 453 senza l’ausilio di una calcolatrice.
Comunque non è poi vero, sono soltanto tre le persone che potrebbero chiedermi tutto quello che ho in cambio di una notte d’amore: uno/a sei tu che leggi, le altre due non lo dico.
sogno di una notte di mezzo autunno
Io faccio spesso dei sogni, sono uno che sa sognare.
Questo è il mio ultimo sogno, e signore e signori nel sogno c'è un ospite d'onore:
TOSCA!
(Applausi e tutti in piedi)
Io Tosca non l'ho mai vista ed è stato molto interessante vedere come il mio subconscio immagina una persona mai vista e di cui ho soltanto letto il blog: non come me la immaginavo coscientemente ma come la mia parte più antica e primitiva, in pratica il mio istinto, pensava fosse.
"Io e Tosca passeggiavamo per una città italiana ma non so quale, c’è il sole, siamo in una piazza e c’è molta gente.
Nella piazza c’è una cattedrale con una impalcatura davanti.
Chiediamo ad una giovane donna vestita di nero dove è un posto, non lo sa e allora ci arrampichiamo sull’impalcatura della cattedrale e una volta in cima guardiamo verso le montagne all’orizzonte per regolarci.
Ci sono diverse vallate e dobbiamo scegliere quella giusta, altrimenti ci metteremmo molto tempo. Dopo qualche discussione scegliamo una direzione.
Poi scendiamo dall’impalcatura e ai lati della cattedrale ci sono due bulloni. Li svitiamo e li prendiamo con noi, nel sogno questo lo facciamo come se fosse una cosa logica e normale.
Passiamo un portico buio e prendiamo la macchina, guido io e andiamo verso le montagne.
Ad un certo punto mi chiede di fermarmi perché vuole andare a vedere se in una casa di sua proprietà ci sono dei nidi di falco.
Parcheggio la macchina e andiamo verso una casa in costruzione in mezzo al bosco. E’ semiabbandonata, con erbacce da tutte le parti.
Arriviamo alla casa in costruzione, saliamo una scaletta di legno e sbuchiamo in un pub dove ci sono delle persone che bevono sedute ai tavolini, il pub è al grezzo, senza intonaco e con il pavimento senza piastrelle in stile con il caseggiato.
Ci sediamo ad un tavolino in cui si sta stretti. Un cinese nano ci serve una birra, poi un’altra birra senza che la chiediamo, intanto una ragazza con i capelli rossi ricci ha un mazzo di fiori in mano, sappiamo che li sta mettendo dove è morto un suo ragazzo una ventina di anni fa.
Parliamo di cose vaghe, non mi ricordo bene e siamo calmi e felici. Un musicista con una maschera di carnevale sta suonando, una persona che conosciamo entra nel pub."
Il gatto comincia a fare casino (nella vita reale) e mi sveglia, ma io non mi voglio svegliare, cazzo sono con Tosca! Lotto un pò nel dormiveglia per continuare il sogno ma non c’è niente da fare, mi sveglio e Tosca è tornata lontana 10000 km.
Nessuno saprà mai cosa sarebbe successo se il sogno fosse continuato.
Venerdì
Oggi vado a ballare con Giac, ogni tanto mi tocca portarcelo.
A me non piace molto andare a ballare, credo che ognuno dovrebbe fare le cose adatte alla propria età: un 40enne ad esempio dovrebbe evitare di fare il tacchino in discoteca, così come un 18enne ad esempio dovrebbe evitare di diventare calvo.
Però ci vado perché stasera ho voglia di rilassarmi, di smettere di pensare anche se non mi pare di avere mai iniziato a farlo.
Ho anche deciso che voglio rallentare un po’ la mia vita, tanto so di essere sulla strada sbagliata quindi perché correre?
Finisco la doccia e mi guardo allo specchio, ommiodio sono bruttissimo, ci metto un’ora per diventare brutto. Vado al bar a prendere Giac, che è già accettabilmente sbronzo e lo porto in sta sala. Entriamo e dopo poco vediamo due donne sulla cinquantina e la minigonna sedute ad un tavolino.
Per attaccare discorso le diciamo che ci piacciono talmente tanto che saremmo disposti ad ucciderci per loro. Anche loro si dichiarano disposte ad ucciderci.
Giac è contentissimo di questa loro risposta e sul momento anche io, ma poi ci pensandoci bene non mi pare che non sia un gran bell’inizio.
Comunque sempre meglio delle altre volte: in discoteca se una ti vuole fare capire che non gli interessi ti ignora, o ti dice che aspetta qualcuno. A noi invece di solito ci tirano i bicchieri e le sedie.
Cominciamo a parlare e una di loro mi dice che le piacciono i ragazzi disponibili, educati, fantastici, colti, intelligenti, con lo sguardo intenso ed anche un po’ trasandati. Io mi riconosco solo in una di queste qualità, indovinate quale.
La discussione si trascina stancamente (a parte un “ehi, ma siete grasse!” di Giac, osservazione tratta dal manuale COME CONQUISTARE UNA DONNA IN TRE MOSSE), fino a che non ci chiedono:
”Ma cosa vi piace in una donna?”
Giac parte sparato: “le TETTE!” Anche perché è bello cotto, e non nel senso di innamorato.
Quelle si alzano e se ne vanno schifate e finalmente ci lasciano il tavolino e ci sediamo, ormai avevo i crampi alle gambe.
Lui mi guarda spaesato come per dire “ma che è successo?”Allora gli spiego: “non si dice TETTE ma SENO!”
Io e Giac ci intendiamo perché la pensiamo nello stesso modo, solo che io certe cose le penso e basta, lui invece le dice a voce alta e se non è abbastanza chiaro lo ripete.
Comunque gli dico che il galateo vuole che quando vedi una con un bel seno le devi dire: “ma che begli occhi hai!”
Verso l’una usciamo dalla sala e andiamo a casa mia per una spaghettata notturna come fanno i discotecari quelli veri.
Entra nella mia incasinatissima casa evitando mucchi di vestiti sporchi che prima o poi bisognerà lavare, anche se è vero che se la roba la lasci lì abbastanza tempo smette di fare cattivo odore e la si può portare di nuovo.
Comunque se uno è senza donna non ha senso che si metta dei vestiti puliti.
Ci dirigiamo in cucina ma non riusciamo a fare bollire l’acqua e così ci mangiamo un pacchetto di cracker a testa.
Per chi ha voglia di mare:
Venerdì io e il mio amico Giac avevamo deciso di andare al mare due giorni, caricare spazzolino e caricabatterie e partire all’avventura.
Che bello il mare d’inverno, le spiagge lungo le quali passeggiare per km da soli, tra gabbiani e onde alte, guardando la spuma delle onde e un molo lontano, coprendosi per ripararsi dal vento freddo che viene dal mare, concentrandosi su dettagli che sfuggono in mezzo alla calca in estate perché non si è distratti da tutti quei bikini.
Però appena Giac sente che non ci sono bikini in spiaggia cambia idea, lui voleva andare al mare solo per quello, delle onde e delle alghe non è che gliene freghi molto e allora ce ne andiamo al bar, magari staremo due giorni lì.
Però mi è rimasta la voglia di mare e allora ho fatto questo:
dunque, è un filmato di una spiaggia, in cui ho inserito rumori di barche e di gabbiani.
Si usa mettendo il filmato a tutto schermo e guardandolo sdraiati su di un telo con l’olio solare a portata di mano, facendo finta di essere al mare come da foto.
Provate, sembra davvero di essere al mare.
Un libro
Sto leggendo molto, forse per questo sono così stanco, non sono abituato a questi sforzi.
Ho appena finito di leggere un libro che si intitola ”Storia del magico incontro nell’oceano tra una ragazza ed un cucciolo di balena che aveva perso la mamma”.
In pratica il titolo è il riassunto, se uno legge il titolo e le due pagine finali è a posto.
E’ un libro scritto da una ragazza diciassettenne che parla di ottimismo e di visione positiva della vita.
Una frase del libro:
“A volte essere ottimisti non ha senso, ma è sempre meglio che abbattersi, costa la stessa fatica che essere pessimisti: la fiducia porta alla meta o perlomeno porta più vicino, e a volte si scopre una strada più facile.”
Questo libro mi ha insegnato molto ma è triste vedere come persino una ragazzina di 17 anni possa darmi lezioni su come stare al mondo.
Altre belle frasi da fonti varie:
”La via di mezzo è sempre la peggiore”
Oscar Wilde
”la sfortuna è quando ogni tanto ti capita che qualcosa va storto.
Quando non ne va una dritta non è più questione di sfortuna ma il problema sei tu.”
frase mia
“Se qualcuno ti chiede se sei un Dio, tu devi sempre rispondere di si.”
da Ghostbusters
“Sean Connery è molto meglio adesso che da giovane”
Che palle
- Prof Keating: “il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, cioè di… forza Anderson, allora, è un uomo o un’ameba? Vediamo, Perry?”
- Perry: “ehm....di comunicare?”
- Prof. Keating: “Nooo! di RIMORCHIARE le donne!”
Dal film "L'attimo fuggente"
“Quando non sai cosa fare, fallo con la massima precisione.”
Da “La legge di Murphy” – importante lezione di vita
“Quando sono nato urlavo, piangevo ed ero coperto di sangue. In seguito le cose sono peggiorate.”
Ecco la mia vita
”Gli dei non vanno in giro a dimostrare di esserlo.”
Frase mia
“Tu che vendi il vino,
con i soldi che guadagni, dimmi,
cosa ti compri di migliore?”
Non so chi lo ha detto ma credo un persiano.
La necessità porta strani compagni di viaggio.
Ad esempio ero nella sala fumatori di un locale con il mio amico Giac e di fianco a noi era seduta una quarantenne vestita elegante, pareva un avvocato o una commercialista e lui si è messo a rullare una canna e poi le ha chiesto da accendere. Il bello è che lei gli ha acceso la canna e poi si sono messi a parlare, confermando la mia teoria che uno più è cretino più donne ha.
Poi quando ho detto al mio amico che è la persona più drogata che conosco, mi ha ringraziato perché per lui era un complimento.
Ogni volta che una donna e' d'accordo con me so di aver sbagliato qualcosa.
Bukowski – nessuna donna è mai d’accordo con me, quindi dovrei essere sulla strada buona.
Adamo ed Eva nel Paradiso. Mangiano la mela.
Arriva Dio incazzatissimo:
"Adamo... tu pagherai con il sudore della tua fronte", dice infuriato.
"E tu, Eva, pagherai con il sangue... Ma in comode rate mensili!".
Da allora la donna ebbe le mestruazioni.
Una barzelletta, così per dire.
Eh?
Un sabato passato a bere birra seduto sui gradini di piazza Verdi in zona universitaria, che è il punto di ritrovo di universitari e gente che non ha voglia di spendere dei soldi.
Molte kefiath, capelli lunghi, jeans sporchi, gonne con gli anfibi, abiti senza firma, colori della pace, magliette di che guevara.
E’ strano come anche se quelle non sono esattamente le mie idee politiche, io mi trovi meglio in mezzo a gente di sinistra, così come non mi piacciono molto gli arabi ma io piaccio a loro.In pratica sono un disadattato.
In mezzo a gente elegante ho sempre l’impressione di essere squadrato, qua invece nessuno mi nota anche se sono come al solito pettinato male, mi accettano, io sono come loro, uno di quelli che vengono tenuti di retroguardia durante le ritirate.
Forse dovrei vestirmi in modo meno trasandato dato che tutti continuano a chiedermi se voglio comprare del fumo, uno mi chiede se voglio fare un tiro per verificare che è roba buona, in pratica un campione gratuito.
C’è tanta di quella gente che per sedersi sui gradini o anche solo per terra bisogna fare i turni.
La birra si compra nei negozi di alimentari dei pachistani e indiani (trafficanti di birra) che rimangono aperti fino a notte fonda, 0.90 Euro per una birra in lattina e 1 Euro per un trancio di pizza calda e buona.
Però se uno vuole qua intorno ci sono anche molte birrerie, osterie, bar con luci basse e musica alta.
C’è tanta gente che fuma che non importa farsi una canna, basta respirare.
C’è una lotteria per raccogliere soldi per il Chapas, ma penso che nessuno di quelli che comprano un bigliettino sappia dove è il Chapas. (dovrebbe essere in Africa, o in Cornovaglia)
Vinco una collanina di stoffa rossoverde con pendaglio, la darò in premio alla prossima ragazza che uscirà con me.
Sbrigatevi, la prima che telefona vince.
Verso mezzanotte sono piacevolmente ubriaco, e mentre sgranocchiavo il ghiaccio del mio bicchiere di plastica vuoto pensavo ai grandi problemi della vita, come si fa da ubriachi: chi siamo, dove andiamo, come riuscire a togliere le mutandine e magari anche quella maglietta colorata alla Daniela.
E’ una mia amica che è venuta con noi ed è una con cui si può parlare di tutto, persino discutere di Proust ma ha anche il viso di una che è fantastica a letto (se devo scegliere scelgo la seconda qualità, Proust non so neanche se dipinge o scolpisce).
Quando dice qualcosa sbatte le mani.
”Prendiamo una birra?”
E sbatte le mani.
”Andiamo in quel bar?”
E sbatte le mani.
Lo trovo un gesto molto sexy, comunque trovo molto sexy tutto ciò che fa.
A dire la verità trovo che siano sexy anche molte altre cose.
Insomma, qualunque cosa che una qualsiasi donna fa, per me è sexy.
Che bella che è, per averla anche una notte soltanto sarei disposto ad uccidermi… beh non esageriamo, magari uccidersi è un po’ troppo, diciamo che sarei disposto a slogarmi un polso. Però ho come l’impressione di non piacerle, continua a spegnere le sigarette sulla mia mano e a darmi dei calci.
Comunque ad un certo punto si china e riesco a darle una sbirciatina alle tette. E’ la prova che Dio esiste e che mi ama spudoratamente.
Qualcuno scappò nel nido del cuculo
In tutti i film, anche nei peggiori film dell’orrore quando sei inseguito da uno con la motosega, c'è sempre un posto in cui i protagonisti sono salvi, non parlo della propria casa ma un posto dove scappare, non so come spiegare la sensazione.
Questo è per me il bar.
Ne ho anche altri di posti, reali e anche virtuali ma il bar è uno di questi, e ci sto appunto andando perché ho la sensazione che ci sia qualcuno con una motosega da qualche parte.
Al bar trovo Brad e la sua fidanzata.
Brad è un tipo spassosissimo, fa delle battute tipo se tu gli dici:
“Ci penseremo”. “No! Ci penseROMOLO!”
”Ti piace il formaggio?” “No! Mi piace il forGIUGNO!”
”Dove vai domani?” No! Dove vado doPIEDI!”
A me fa molto ridere ma molti lo picchiano tutte le volte che lo vedono anche prima che parli.
Brad ha sempre l’aspetto trasandato ed è molto ingrassato ma tanto che gli frega, una donna ce l’ha già.
E’ anche bravissimo a raccontare le barzellette, in un modo molto coinvolgente con una mimica molto buffa, fa delle espressioni del viso divertentissime.
Il problema è che sa solo la barzelletta di Galina Cocimilovo, e sono 45 anni che racconta sempre e solo quella.
Alla sua fidanzata piacciono molto le sue battute, ma credo che sia perché è sorda, non sa leggere il labiale e non capisce la lingua italiana.
Magari da come l’ho descritto Brad sembra un cretino (tra l’altro è l’unico che abbia pagato per ricevere il salvaschermo del micio che lecca il display e che abbia comprato un multiproprietà a Cesenatico) ma Brad è la persona più famosa che conosco, scrive per dei giornali, il suo nome è apparso anche su Panorama e Corriere della Sera, che invidia se penso che il mio nome è apparso soltanto una volta sul settimanale “Tiro al piattello” e solo per un caso di omonimia (omonimia? NO! OmoniTUA! AHAHAH).
Arriva anche il mio amico Giac e dopo i saluti lo minaccia di morte se apre bocca.
Vado al gabinetto e quando torno Giac sta pestando Brad. In effetti dal bagno mi era sembrato di sentire una cosa tipo: “Ci sediamo?” “No! Ci sediODIO!”
Aspetto che finisca e poi offro da bere a tutti.
Vengo sempre in questo bar anche perchè c’è una barista che quando ordini qualcosa emette un AH uguale ad un orgasmo.
”Mi dai una birra?”
”Ah”.
Non un AH secco ma un AH pastoso, grondante calore.
Non è che sono un pervertito, cioè non in questo caso, ma è lei che ha la sfumatura vocale esatta dell'orgasmo.
Per sentirglielo dire bevo sempre più birra che posso, 2.20 Euro per ascoltare un orgasmo.
Poi per compiacerla prendo uno dei panini che ha preparato e lo addento facendo “mmmmmh!”. Spero di aver guadagnato dei punti.
I miei amici vogliono andare al cinema ma non ne ho voglia, in fondo il cinema ma anche i ristoranti sono soltanto dei posti dove si portano le donne per farle felici così dopo è più facile convincerle a fare sesso.
Allora decidiamo di fare il solito giro a vedere le puttane (puttantour), che non è una cosa squallida perché dipende da come lo si fa, e noi le donne nude le guardiamo dal punto di vista scientifico.
Vedendo tutte quelle stanghe di due metri in minigonna e seni al vento la fidanzata di Brad dice:
“Che schifo queste donne che regalando il loro corpo rappresentando l’esempio più drammatico di degradazione morale nascondendo intrinsecamente profonde tematiche nella quale spesso affondano i rapporti fra soggetti solo apparentemente liberi all’interno della società capitalistica con grande pragmatismo e senza voli pindarici che renderebbero la discussione ineludibile dal punto di vista strettamente sociologico.”
Appena finiamo di sbavare le diamo tutti quanti ragione.
L'amore ai tempi del raffreddore
Finalmente sono riuscito ad uscire con la B**. Un sogno di donna, 60 kg di tenera carne rosa, quando la vedi camminare, sorridere, muovere i capelli ti fa venire voglia di baciarla, se non lei almeno un’altra.
Mi ero prenotato da marzo e finalmente è arrivato il mio turno ma come mi succede sempre, il giorno prima mi prendo il raffreddore e mi viene una herpers al labbro rendendomi imbaciabile, poi sbatto contro una porta con tanto di livido in fronte e la mattina mi scoppia una vena nell’occhio rendendo il mio aspetto rassicurante come quello di Jack Nicholson in Shining.
Vado all’appuntamento, all’inizio lei fa finta di non conoscermi, poi mi dice che non è lei ma fortuna che ho la fotocopia della sua carta di identità e la smaschero.
Andiamo verso il ristorante ma mi chiede di camminare distanti almeno due metri.
Al ristorante mangiamo benino ma spendo parecchio, per fortuna che ho con me la carta di credito (VISA 1582 2874 9800 3395 scad. 10/8 - codice segreto 9032)
Poi la invito a prendere una birra ma dice che deve andare a letto perché domani mattina presto parte per il Polo Sud con Amudsen, ma che sfiga proprio domani.
Forse domattina dovrei mandarle un sms, ma non sarà facile perché mi sa che al Polo Sud non c’è campo, dato che è tutto coperto dalla neve. (E’ una battuta difficile da capire, magari la spiego nel prossimo post) E poi non mi sono mai trovato bene con queste forme di comunicazione moderne tipo gli sms, mms eccetera.
Io sono all’antica e mi piacciono i modi di comunicare che si usavano una volta come le lettere, le parole ma anche l’alfabeto morse e le bandierine di segnalazione navali.
Ma cosa ho che non va? Mi guardo riflesso nel vetro di un negozio e devo dire che sono proprio bono. Alto, biondo, poi quella giacca mi sta da Dio… un momento, ma io non sono biondo e la giacca non ce l’ho manco a casa. Guardo meglio e quello che vedo nella vetrina non era il mio riflesso ma un manichino.
E poi ecchecavolo nel corteggiamento fantasia ci vuole, che cosa pretendevo con il solito cena/birra/richiesta di scopare! Ecco, la fantasia è qualcosa che mi manca, mi sa che se ero al posto di Michelangelo nella Cappella Sistina ci avrei dato una bella intonacata di bianco.
E devo anche sbrigarmi a trovare una donna perché ho fatto il voto di trovarne una per Capodanno. Intendo il Capodanno del 2011 perché credo che occorreranno non meno di 5 anni.
Oppure ho sentito dire che funziona anche giocare ad essere misterioso, coprire la mia vita di strati, spine e mura per nascondere un tesoro che non ho.
Uffa ma che depressione, mi è venuta voglia di affetto e coccole, vado al bar.





Ultimi commenti