Cinema
- Gianni, sai che moltissime donne mi hanno detto che sono un vero latin lover?
- Anche io sono un pò latino... mi piacciono le tortillas.
- Prendi pure in giro, ma se sapessi quante donne mi hanno detto di sì...
- Ma lo so, ti succede quando chiedi: è vero che non me la dai?
- Se se… parli tu che non sai nemmeno come fa una donna quando raggiunge l’orgasmo.
- Perché tu sì?
- Ma certo. Una donna quando gode dice "yeah! yeah!"
- Ti ho sgamato! E’ nei film porno americani che le donne dicono "yeah!", che è l’unico posto in cui le hai viste!
- Perché tu lo sai come fanno quando godono?
- Certo! Una donna quando gode dice "Dai Rocco… daiiiii”
- Rocco?
- Sai, io invece guardo quelli con Rocco Siffredi…
- Ah...
- Bene…
- Già…
- Pioverà?
- Boh…
- Senti, se ci scambiassimo qualche cassetta?
- Ok.
- Ma che avrà mai questo Rocco Siffredi che io non ho?
Io e Pearl
Sono stato a ballare in un’altra città, ho fatto tardi e quando si è stanchi è meglio non guidare, ma è bello dormire in macchina perché ci si sveglia, si scende e si è già pronti per il mondo.
Dopo la colazione in autogrill mi sentivo in forma e ho deciso di non andare a letto ma di vagabondare un po’.
Avevo la macchina fotografica con me, dato che avevo fatto qualche foto alla cassiera di un pub.
Mi sono sempre chiesto, e di sicuro anche voi: cosa c’è sopra i tabelloni luminosi delle autostrade? 
Allora ho deciso di fare giornalismo investigativo e ci sono salito. Non è difficile, basta essere abbastanza magri per infilarsi attraverso le inferiate della scala metallica.
Non c'è niente di interessante ma il paesaggio è carino.
Poi sono uscito dall'autostrada, è una bella mattinata di sole e sono andato a vedere cosa c’era sopra il tetto di un capannone disabitato qua vicino.

Bisogna solo arrampicarsi per un muro e poi salire una scala metallica e si è sul tetto.
Il tetto ha una superficie di 5000 metri ma forse di più, con vecchie lastre di amianto che si sbriciolano sotto i piedi.
Tutti miei. Io posseggo una spianata di 5000 metri quadrati. 
Ci posso fare quello che voglio: denudarmi, mettermi a saltellare, fare capriole (vestito). Mi sa che ci torno più spesso.
Forse però dovrei cercare altri modi per passare la domenica.
Ma quali? Il mio amico Giac non esce, è triste perché è morto il suo canarino a cui era affezionatissimo, comunque ha detto che sapeva di pollo.
Magari potrei mettermi a studiare qualcosa di interessante, ad esempio paleontologia.
Certo se riuscissi a diventare paleontologo sarebbe tutta un’altra cosa:
- Che lavoro fai?
- Il paleontologo.
- Che bello.
- Che lavoro fa il tuo fidanzato?
- Fa il paleontologo.
- Che bello.
- Che cosa hai fatto oggi?
- Ho dissotterrato un mastodonte.
- Che bello.
Magari diventerei anche bravo e potrei diventare ricco.
La mia vita cambierebbe, anzichè essere rifiutato da donne normali sarei rifiutato da donne famose.
Europa e i pirati fratelli.
Al bar ero con Giac e ho detto: che bello che è guardare il tramonto, la pioggia sui vetri, un fiume che scorre e le piccole e grandi meraviglie che la natura ci offre.
Mi ha guardato come se fossi verde e con le antenne, allora ho detto che in fondo mi bastava una birra.
Molto tranquillizzato da questo fatto ce ne andiamo in una osteria in centro, un locale ricavato da una vecchia cantina.
Ci sono molte persone dentro a questo locale ma tra tutte spiccano due bellissime ragazze, una mora ed una rossa che solo a guardarle ci fanno aumentare la salivazione.
Facciamo un pensierino di attaccare bottone con loro, ma siamo titubanti perché pensiamo che non sia possibile che le piacciamo.
E se le piacciamo saranno sicuramente sposate.
E se non sono sposate saranno fidanzate.
Oppure con la fortuna che abbiamo avranno appena fatto voto di castità per entrare in convento per farsi suore.
Oppure ci dicono di sì, ci portano in un luogo isolato e ci uccidono perché sono delle serial-killer.
Per tutti questi motivi decidiamo di lasciare perdere e comunque abbiamo cose importanti di cui parlare:
- Riuscirà il Bologna a tornare in serie A?
- Che misura di reggipetto ha la cameriera?
Ordiniamo due birre ma dopo qualche minuto una di quelle ragazze si alza, viene da noi e ci dice che hanno visto che le guardavamo, e se vogliamo sederci al tavolo con loro per fare quattro chiacchiere e conoscerci.
Le diciamo di no perché lo sappiamo che non vi piacciamo e siete sposate e fidanzate e che state per entrare in convento per farvi suore e che volete ucciderci.
Se ne sono andate dicendo che siamo matti.
Matti noi? E voi allora?
Usciamo dal pub pensando quanto siamo sfortunati. Ma perché non incontriamo mai due ragazze normali?
Indovina chi viene a cena
- Mmmmh ma che famona che ho! (sbatte le ciglia) Allora, io prendo un antipastino di crostini e zucchine del casentino, tortellini ai porcini, filettino con verdurine alla fiorentina, e poi anche un dolcino: cantuccini con salsina ai mirtillini. Tu cosa prendi? Ti piace l’astice?
- Quel ragnazzo rosso? No, prendo tagliatelle al ragù.
- Noooo ma come… in un ristorante così raffinato prendi le tagliatelle al ragù? (sguardo di disapprovazione)
- Emh… volevo dire: NON prendo le tagliatelle al ragù ma trenette alla bottarga con carciofi novelli. (mi fa schifo qualunque cosa sia ma pur di fare bella figura con lei ordinerei spiedini di panda anche se fossi socio fondatore del WWF)
- Sai Gianni, sono così stanca dello squallore di certi uomini, quelli che ti invitano a cena e già stanno pensando al dopo cena... e invece con te è diverso... tu non pensi solo al sesso.
- Eh? Ah… sì certo, vero.
- Finalmente una serata calma e rilassata, in questo bellissimo ristorante a chiacchierare, con uno come te che non ha dei secondi fini...
- Ehm... Certo che no. Io sono Gianni Tomesani, mica pizza e fichi.
- Tu sei sensibile, mi ascolti, mi fai ridere e sono sicura che lo fai solo per il piacere della mia compagnia.
- Certo, per me le donne non sono solo oggetti sessuali ed esco con te solo per la gioia di parlarti.
- Ce ne fossero di più di tesori come te…
- Siamo proprio pochi. Senti, ti dispiace se chiamo mia mamma con il cellulare? Non stava tanto bene e vorrei chiederle come sta.
- Ma certo! Chiama pure, mi piacciono molto gli uomini che si preoccupano per la mamma.
- Un momento… (Pronto? Motel Pamela? No, non posso alzare la voce, sono afono... senta avevo prenotato per stasera la camera con il letto ad acqua ma non posso venire… ho avuto un contrattempo e volevo disdire... mi dispiace, buonasera...)
- Già finito? Come mai parlavi a bassa voce e avevi quasi la testa sotto al tavolo?
- Ehm... sotto il tavolo c’è più campo e se si parla a bassa voce si spende di meno.
- Capisco... e come sta?
- Chi?
- Tua mamma.
- Mia mamma? Perché? Ah già... sta molto meglio grazie. Vuoi un po’ di vino?
In bianco anche stasera, e pensare che per questa occasione mi ero fatto la barba e mi ero pulito proprio bene, anche in mezzo alle dita dei piedi.
Tentar non nuoce
Sono stato al pub con il mio amico ****, principalmente perché dovevo prendere delle foto di una festa che hanno fatto nel pub, ma più che le immagini della festa mi interessano quelle della cassiera del pub.
E' molto bella, è una di quelle che spande sesso attorno a sé senza accorgersene, anzi se ne accorge benissimo. In poche parole è una gran bella gnocca e spero di essere riuscito a spiegarmi.
Le foto non erano ancora pronte, allora le ho detto che se proprio non me le aveva sarei venuto con la macchina fotografica e gliele avrei fatte io. E lei ha riso.
Che bello riuscire a farla ridere e non era neanche una gran battuta, so fare di meglio, non so:
”Quale è il colmo per una grossa nave?”
”Passare in uno stretto!”
Poi le ho parlato ancora, oggi era particolarmente espansiva con me.
Forse perché mi sono messo mezzo kg. di cotone nella patta dei pantaloni?
Ogni volta che andavo alla cassa per prendere una birra parlava con me 20 secondi. Ne ho prese 5 così ho avuto diritto a 100 secondi di conversazione.
Così ho imparato che suo figlio va bene a scuola, che ha cambiato le tendine, che oggi è piovuto molto e non ci sono più le mezze stagioni, che ha un canarino, che ha un tatuaggio sul seno sinistro (questo non lo ha detto ma lo ho visto io), che fa la spesa al Sidis, mi ha detto di chiamarla e che il suo numero di telefonino è…
Purtroppo i 100 secondi scadono in quell'istante.
Dovrei prendere la sesta birra per saperlo ma non ho più soldi anche perché le lascio sempre il resto come mancia e avevo solo 5 banconote.
Quanti soldi che si spendono per le donne ma del resto, che altro dovrei farci con i soldi?
Mi dice di spostarmi perché se le sto davanti non riesce a vedere la pista da ballo.
Questo è un segnale la nostra relazione sta progredendo. Almeno stavolta mi ha chiesto di spostarmi, l’ultima volta per farmelo capire mi ha tirato l’attaccapanni.
Spero che diventerà lei la madre dei miei figli, che chiameremo Olindo e Teresio (lo so che sono nomi strani ma devo chiamarli così perché ho perso una scommessa col mio amico ****)
Mi siedo con il mio amico **** , oggi sono in forma e voglio che anche il mio amico approfitti di questo mio momento magico, quindi gli do qualche consiglio.
Gli dico:
”Invita a ballare quella là, sta tenendo il ritmo quindi si vede che ha voglia di ballare”
Ci va ma gli dice di no, non stava tenendo il ritmo ma le era finito un pezzo di ghiaccio del Whisky nel vestito.
Allora ne addocchio un’altra.
”Va da quella, ti sta sorridendo da quando è entrata.”
Va anche da quella ma non stava sorridendo, aveva una paresi facciale.
Entra in sala la sorella di ****, e allora gli consiglio di invitarla a ballare. Lei accetta.
Stavolta ci ho preso.
Dobbiamo parlare
Sono andato all’ospedale a trovare un amico che ha avuto un infarto.
Ha cinque anni più di me e abbiamo trascorso molte ore giocando a biliardo, siamo stati allo stadio insieme, è un dovere fargli visita.
Avrei preferito mandargli dei fiori perché l’ambiente ospedaliero mi terrorizza, tutte quelle luci al neon, l’odore di medicinali, il caldo soffocante e i germi esotici tra cui forse il virus dell’infarto.
In fondo, che ne sappiamo degli infarti?
E se fossero causati da un qualche batterio? Se fossero contagiosi?
Sinceramente, la medicina che ne sa? E’ molto indietro, basti pensare che fino a pochissimi anni fa si credeva che masturbarsi facesse diventare ciechi e che i bambini nascessero dai cavoli.
Metti che mi tossisce in faccia e mi attacca il morbo dell’infarto…
Ma a me piace il rischio ed entro nell’ospedale.
In portineria mi danno la targhetta ed entro nella camera 248 dove il mio amico è ricoverato.
Ha un bruttissimo aspetto, carnagione giallastra, viso emaciato, capelli scompigliati, occhiaie, sguardo perso.
Però pensandoci bene anche io sono così.
”Come va Vittorio? Ti vedo benissimo.”
“Ciao Gianni! Sei gentile a venirmi a trovare.“
Tenta di toccarmi ma mi sono tenuto fuori dalla sua portata.
“Vittorio, scommetto che tra meno di una settimana tornerai al bar a giocare a carte e a barare!”
Non vorrei che la battuta del baro sia stata troppo pesante per uno con un infarto ma vedo che sopravvive.
“Ti ho portato una rivista“ e gliela lancio sul letto.
“Dai Gianni, siediti che facciamo quattro chiacchiere.”
Mi siedo a distanza di sicurezza.
”Gianni mi fa piacere che tu sia venuto a trovarmi, ho tanta voglia di parlare con qualcuno.”
”Ok, parliamo di qualsiasi argomento tu voglia. Calcio o donne?”
“Sai Gianni,in questi giorni ho pensato molto alla morte.“
“Io ho notato che la morte è una cosa che capita spesso alle persone obese.”
“Siamo in questo mondo senza sapere perché, ma bisogna godersi ogni momento e quando vedo il sole che sorge, quando sento il suo calore capisco che Dio esiste e che ha un suo progetto per noi, e ci vuole bene! Vorrei abbracciare tutto il mondo… Non piangere Gianni”
“Uh? No, è che mi da fastidio questo odore di ammoniaca.”
”Poi penso che la morte non sia in contrasto con la vita ma che sia parte integrante di essa, c’è un disegno divino e quando ci tocca dobbiamo essere pronti, in pace con noi stessi.”
”Anche io certe volte penso che bisogna essere pronti a morire. Sì, insomma… non proprio io: qualcun altro.”
“E in questi giorni ho pensato anche di convertirmi al cristianesimo. Non credo che sia tardi.“
“Di questa stagione ho paura di si, ma magari in una qualche religione animista, o il buddismo.”
“Ma che dici Gianni… però in effetti il buddismo, la reincarnazione… mi ha sempre affascinato questa teoria… forse c’è del vero.”
Stavo per dirgli che tra poco lo avrebbe scoperto ma mi astengo.
“Cioè tornare in vita ad esempio come una rana? ”
“Sì Gianni, rinascere in una forma di vita diversa, superiore o no a seconda dei tuoi meriti nella vita passata.”
“Ma potresti diventare una rana?”
”Anche, insomma l’anima che trasmigra in un processo di costante evoluzione dell’essere.”
“O un criceto?”
“Lascia perdere Gianni, fa conto che non ho detto niente.”
”Ok”
“Nonostante con te non sia possibile parlare in modo normale la tua visita mi ha fatto bene, poi ti dirò che credo di essere quasi fuori pericolo. Me lo sento dentro.“
“Se vuoi facciamo una prova.”
“Che prova? “
“Chiudi gli occhi, Vittorio.”
“Va bene…“
“Adesso riaprili. ”
“Sì?“
“BUH!“
“Ahhhhh Gianni ma sei scemo? Che cosa sono questi scherzi? Ho avuto un infarto da poco!”
“Mi pare che il tuo cuore stia bene. Voglio dire, se il tuo cuore non era a posto non eri mica qua a parlare adesso.”
“Cazzo Gianni, ma tu per vedere se un osso è guarito ci dai una martellata?”
“Non farla tanto lunga Vittorio, ma sono contento che sei a posto perché i medici e i tuoi parenti mi hanno detto di parlarti, bisogna prendere una decisione.”
“Se operarmi di nuovo?”
“Emhh, sì anche, ma vogliono sapere se dopo vuoi essere cremato o sepolto.”
”Ma che domanda è? Forse non hai capito: io ce la farò!”
“Va beh ma non c’è mica niente di male a morire, capita ad un sacco di gente importante. Anche ad Einstein per dire. Allora? Cremato o sepolto?”
“Non lo so, fammi una sorpresa.”
”Sii più serio…”
“Ah, dovrei essere più serio io? Beh comunque un poco hai ragione, è giusto pensarci perché non si sa mai. Voglio farmi cremare. Mi piace l’idea di fregare i vermi, non mi va che mi mangino.”
“Altrimenti potresti mangiarne qualcuno di loro per rappresaglia preventiva, così sareste pari."
“Non dire cavolate Gianni. Ho deciso, quando morirò voglio essere cremato e voglio che le mie ceneri siano gettate nel Tamigi, a Londra.”
“Esagerato…”
“Sono esagerato, vero? Hai ragione, sto a pensare alla morte ma so che ce la farò!”
“No no, dicevo esagerato gettarle nel Tamigi. Ci sono un mucchio di fiumi più vicini.”
”Ma io voglio il Tamigi!”
“Mi sa che nessuno andrà fino a Londra solo per gettarci le tue ceneri, ed alla fine ti toccherà tirarcele tu da solo.”
”Sì certo come no…Ma non voglio pensarci, magari non ho neanche avuto un infarto ma solo un qualche malessere. Non sarebbe certo la prima diagnosi sbagliata!”
“No, stai tranquillo, non ti devi preoccupare, questo è un ospedale serio. Se ti hanno detto che hai un infarto, è sicuro che morirai di quello. “
“Grazie. ”
“Poi volevo appunto dirti che ho parlato con i medici.”
“Che hanno detto?”
“Hanno detto che ti rimangono due settimane di vita. Credo ti convenga prenderle ad agosto.”
“Ehhhh? Ma che cavolo dici? “
“E dai Vittorio, era una battuta, ma dove è finito il tuo sense of humor? ”
“Vorrei vedere il tuo di sense of humor se avessi avuto tu un infarto miocardico.“
“Miocardche? Non credo mi verrà mai, mi pare una malattia troppo complicata per uno come me. Malattie come lectospirosi, triconoma, non capirei neanche cosa sono. Di solito se sto male è perché sbatto contro qualcosa, robe semplici insomma.”
“Gianni, se per morire bisogna capire qualcosa camperai in eterno “
“Grazie. Non ho capito quello che hai detto ma mi sembrano belle parole. Sei un amico.”
“Prego. “
“Vittorio, comunque non credo che i tuoi parenti saranno contenti della tua decisione di farti cremare.”
“Li capisco, loro vorrebbero una bara su cui piangere ogni domenica mattina, li immagino fra le candele e i fiori che singhiozzano, strillano, si disperano, si danno le pugni nel capo, si strappano i capelli, si torcono le braccia, camminano avanti e indietro imprecando e minacciando di fare qualche pazzia.”
“No, perché pensavano di vendere il tuo corpo ad una azienda automobilistica per fare i crash test delle auto.”
“Ma va a… digli che non posso, non ho la patente.”
“Quelle si comprano, o ti presto la mia. Adesso vado, l’orario delle visite è finito… Ti ho portato una radio. Dove è la presa della corrente? Eccola, stacco questa spina e la attacco qua.”
BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP
“Riattaccala cretinoooooo!”
“Scusa, non urlare che siamo in un ospedale, che ne sapevo che il tuo respiratore artificiale era attaccato proprio a questa spina? Adesso vado.”
“Gianni?“
“Sì?”
“Un’ultima cosa. Se dopo la morte c’è una vita e dovessimo trovarci nello stesso luogo non telefonarmi, ti chiamo io.”
Il mio amico Vittorio è stato dimesso ieri e sta bene ma non mi saluta più e quando mi vede cambia strada. Ma che stronzo, dopo che ero anche andato a trovarlo in ospedale!
Se nell’aldilà mi telefona farò finta di non essere in casa.
Memorie
Al bar dopo una rissa si è parlato di botte, ed ognuno aveva la sua storia da raccontare. C’era qualcuno che esagerava (uno raccontò di aver picchiato una persona per 5 ore)
Anche io una volta ho preso delle botte e racconto la mia storia.
Sigla!
Ero in Romania, ai tempi di Ceausescu i rumeni non potevano parlare con gli stranieri figurarsi portarsene uno a casa.
Stavo dormendo in casa di una mia amica per risparmiare i soldi dell’hotel quando sento bussare alla porta.
Mi dice di mettermi dietro ad una tenda. Non capisco perché, penso sia suo padre e mi metto dietro la tenda.
Invece era la polizia, avvertita forse da qualche vicino invidioso, che fu poco contenta di trovarmi dietro ad una tenda e scambiandomi per un serbo cominciò a legnare ma proprio bene e con gusto, dato che i serbi non li sopportano.
Smisero quando suo padre, che era arrivato sentendo il casino, gli disse che ero italiano, ma poi cominciò a picchiarmi lui perché ero nel letto di sua figlia.
Sua figlia lo fermò ma poi cominciò a picchiarmi lei, perché diceva che mi ero nascosto male.
Insomma tutti volevano pestarmi, per un motivo o per l’altro.
I poliziotti andarono via subito, perché agli occidentali parlare con le rumene era molto meno vietato che ai serbi, e poi io mica ci stavo parlando.
Questa mia amica si chiamava Liliana ed era una gran brava ragazza, bella, intelligente e colta, dolce come un frullato di albicocche, faceva l’avvocato e suo padre aveva più soldi di me, giocava a tennis, era una gioia uscirci insieme.
Con lei riuscivo persino a parlarci per ore, e tutti sanno quanto sia complicato parlare con una donna perché bisogna parlarci e immaginarsela nuda contemporaneamente.
Era una donna da sposare e ci uscii per un po’.
Senocchè un giorno in un ristorante conobbi Dana, una ballerina bionda, due figli avuti da minorenne, padre bracconiere (buona la carne di capriolo che arrostiva nel suo camino) e madre zingara, completamente cretina, faceva casini per default.
Era di una bellezza altera, superba e pareva incredibile che una con un viso così altezzoso riuscisse a fare una stronzata ogni mezz’ora.
Una volta cercavamo un posto tranquillo e lei attraverso stradine sterrate in mezzo alle paludi mi portò praticamente nella terra di nessuno tra la frontiera rumena e serba, roba che se ci pescavano ci sparavano ma con delle mitraglie da 12.7 mm.
” Ma è un posto tranquillo, non ci viene mai nessuno.”
” E ti sei mai chiesta il perché?”
Cambiava un uomo al mese ma più che altro perché in 30 giorni li portava al collasso nervoso.
Prima di me c’era stato un altro italiano, arrestato dall’Interpool perché faceva più o meno quello che facevo io ma più in grande e prima ancora un libico che però mi pareva più interessato a me che a lei.
Ai miei occhi una così scema è irresistibile ed ovviamente scelsi lei.
Come al solito non era la decisione giusta, ma il cuore è un organo imprevedibile, non è come la milza o il fegato.
Io le piacevo, ma non avevo soldi e mi lasciò quando trovò un ricco e grassissimo turco che la portò sulla costa dell’Egeo. Mi disse che lì era pieno di russi, poteva conoscerne uno e così sarebbe riuscita ad andare a vivere in Russia.
Non so perché volesse andare in Russia, non lo sapeva neanche lei ma era fatta così.
Sarei curioso di sapere in che nazione si trova adesso.
Chiamate Amnesty
Chi non ha mai preso una sberla da una donna?
Una volta ho anche contato le donne che mi hanno tirato una sberla. Almeno una di sberle, comunque c’è stata anche una donna che me ne ha date credo un centinaio.
Fortuna che era piccola e magra.
Lei qua però era una parecchio stronza: molte donne fingono di avere un orgasmo, lei invece fingeva di non averlo solo per la gioia di farmi innervosire.
Mi è venuto in mente di contarle una sera che ero al bar, arriva una ragazza e mi chiede che ora è.
Le rispondo “le 10”, e lei si mette a piangere.
Poverina, forse lo sconcerto di fronte al tempo che passa?
O più probabilmente un appuntamento fallito, il suo amore che non è venuto?
Non so come consolarla, cosa faccio? Non sono capace di consolare la gente, provo con “ma no dai, se ci fosse l’ora legale sarebbero le 9.”
Lei mi guarda male e mi tira un ceffone, poi se ne va.
Tutti mi guardano come se fossi un verme, ma vorrei dire che in effetti, cercando proprio il pelo nell’uovo, il ceffone l’ho preso io mica lei.
Comunque mi pare che avesse smesso di piangere.
Allora mi è venuto in mente di contare le donne che mi hanno preso a sberle, e ne ho contate 6, senza contare ovviamente quelle che ho pagato apposta per farlo.
Solo 6? Prima di morire devo arrivare assolutamente almeno a 10!
Certo erano tutte sberle ingiuste però devo dire che ho i miei difetti, anche se così su due piedi non me ne viene in mente nessuno.
Il vero problema forse è che ho bisogno di due giorni di preavviso prima di smettere di dire scemenze.
Una volta una mi ha tirato una stampante, fortuna che aveva appena finito l’inchiostro ed era leggera.
La violenza non è mai una soluzione! Arrivo a casa e sul pavimento della cucina ho visto uno scarafaggio. Anziché ucciderlo stavolta ho aperto una scatoletta di Manzotin, ho fatto a metà col gatto e ne ho dato un po’ anche a lui. Oggi è il suo giorno fortunato.
Non mi pare gli sia piaciuto molto ma non avevo altro, faccio la spesa solo il venerdì e di giovedì il frigo ormai è vuoto.
Comunque ammettiamolo, e so che c'è chi è d'accordo con me... in fondo prendere delle sberle da una fidanzata è divertente.


BASTA ACQUA DEL RUBINETTO
Come avrete sentito non va bene bere l’acqua del rubinetto di casa, troppo calcare, troppo inquinamento, presenza di cloro, alluminio, piombo, zinco, rame, pesticidi ecc.
Da oggi ho deciso non usare mai più il rubinetto!
Fatelo anche voi, ne va della vostra salute.
Cloni
Sono al bar e stiamo passando la serata come al solito, parlando di calcio e facendo commenti porno su tutte le donne che entrano nel bar.
C’è un bel gruppetto stasera ma il più strano è R****, è un ebreo che a diciotto anni ha avuto un’overdose di eroina e da allora è un po’ fuso.
Tutti pensavano che faceva lo scemo per evitare il servizio militare, ma dato che ormai ha quasi 40 anni e continua ancora, molti cominciano a sospettare che non facesse finta.
Stavolta è fissato che il suo orsacchiotto che si chiama Miki è in pericolo e lo ripete in continuazione.
Ma che idiota, come si fa a credere una cosa del genere, il suo orsacchiotto non è in pericolo. L’unico orsacchiotto in pericolo è il mio, che si chiama Fuffi.
Si sente del casino. Andiamo a vedere, ci sono due che si sono messi a fare a botte, A sta picchiando B.
Mi precipito a dividerli, anche perché avevo scommesso su B.
In pratica A si è arrabbiato perché B gli ha chiesto se aveva della droga.
Certo è una domanda che può anche fare arrabbiare, ma considerando che A è uno spacciatore non si capisce bene perché si sia arrabbiato.
E’ sempre stato un tipo piuttosto rissoso, anziché la baby-sitter i suoi genitori chiamavano lo sparring partner.
Dopo averli separati voglio fare capire a A che ha sbagliato e cerco le parole, non può mettersi a picchiare uno in quel modo con quella rabbia, per un motivo così stupido.
Devo dirgli qualcosa di intelligente, perché anche se non la uso mai l’intelligenza ce l’ho.
In pratica sono un portatore sano di intelligenza, ce l’ho ma non mi fa niente.
Potrei parlargli della teoria della non-violenza, di Ghandi, ma dopo dovrei spiegargli chi cacchio è Ghandi, tutta la storia degli indiani, il generale Custer…no no, troppo lungo.
Però potrei dirgli che la teoria della non–violenza è di Biagio Antonacci, è uno che conosce già e non dovrei stare a spiegargli chi è.
Magari potrei dirgli:
“Non sarai mai libero se ti lascerai dominare dall’ira.”
No, non va bene, lui è già libero. Lo hanno scarcerato proprio giovedì.
Ho deciso, gli dirò:
“Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”
Un attimo, neanche questo va bene, perché se mi chiede cosa significa non lo so neanche io.
Oppure:
“Molto si miete in guerra, ma il raccolto è sempre scarsissimo.”
Ma no, che c’entra? Tanto vale che gli dico “rosso di sera bel tempo si spera”.
Ma devo fargli una ramanzina, qualcosa voglio dirgli! Alla fine ho scelto la frase, considerando che lui qua è alto due metri, è mezzo matto e sta cominciando a guardarmi male decido di dirgli:
“No guarda, avevi ragione al 100 per 100, hai fatto bene a pestarlo quello stronzo.”
Però con un tono di rimprovero. Poi gli ho pagato da bere.
sabato
Ma io l’ho sempre vista in jeans, maglietta e senza piercing, in pratica è normale quando esce e si veste da punk al lavoro.
E’ giù di morale e le offriamo una birra, poi comincia a raccontare che il suo capo una volta ha cercato di metterle le mani nella scollatura.
- E tu glielo hai permesso?
- Certo che no!
Allora è inutile che ci provi anch'io, se non lo ha permesso al suo capo figurati a me.
Non me lo permettono neanche le mie segretarie, figurati quelle degli altri.
Mi guarda come se avesse capito e mi dice:
- Tu sei mio amico, non vado a letto con gli amici.
Allora litighiamo per un’oretta?
Non capisce la mia battuta, del resto nessuno le capisce mai e se ne va.
Rimango da solo con il mio amico e ci mettiamo a bere una birra seduti sul marciapiede fuori dal bar. L’alcool ci fa venire voglia di fare discorsi profondi.
La nostra vita è a un bivio, una strada conduce alla disperazione più completa e l’altra all’infelicità eterna. Speriamo di scegliere la strada giusta.
Tutta questa tecnologia, siamo riusciti a volare, ad andare sulla luna ma non siamo riusciti a trovare due ragazze per passare il sabato sera.
Volare comunque non è poi difficile, ce la fece anche il mio amico Ivan, quello che volle riparare la bombola del gas con la fiamma ossidrica.
Chi mi dà una foto?
Finalmente avrò la foto della cassiera del pub dove vado di solito, le ho comprate domenica sera.
Hanno fatto una festa in maschera e vendevano le foto, ne ho scelte due in cui c’era lei.
Le foto non le aveva pronte subito ma saranno pronte sabato prossimo, in pratica per averle mi dovrò fare 200 km.
Costavano un Euro l’una, ma dato che ne ho prese 2 mi ha fatto pagare 5 Euro.
Finora tutti i tentativi di fare colpo su di lei sono andati a vuoto, non sono riuscito ad impressionarla neanche quando le ho detto che riesco a pettinarmi i capelli con la lingua.
Quando ha visto che foto sceglievo mi ha chiesto “Ma perché vuoi le mie foto, allora ti piaccio?”
Ecco finalmente l’occasione per dichiararmi che aspettavo da tanto tempo!
L’occasione per dirle che mi piace da impazzire, che per una notte con lei mi farei bruciare vivo, che passo tutto il giorno a scrivere poesie per lei (sto spendendo un sacco di soldi in biro), che di lei mi piace qualsiasi cosa.
Purtroppo sono molto timido, non sono riuscito a trovare il coraggio e le parole per confessarle il mio amore così sono arrossito, ho abbassato lo sguardo e sono riuscito a dire soltanto: “no, è che mi servono per farci dei fotomontaggi porno.”
Senza titolo
Sono in piena decadenza, sabato sera sono andato a vedere una mostra di trenini col mio amico O*****, sarebbe più divertente sbarcare in Normandia nella spiaggia di Omaha il 6 giugno del 1944.
Dentro ci sono solo maschi, le donne sono troppo furbe per passare un sabato sera in questa maniera.
O***** è un mio vecchio amico, la cosa più interessante che ha
fatto in tutta la sua vita è stato quando a scuola è stato buttato fuori di classe perché muggiva. Quando gli ho chiesto perché lo aveva fatto mi ha risposto:
”Perché mi sembrava una idea divertente”.
Almeno c’è un bar e nelle tre ore che costui guarda i suoi giocattoli riesco a prendere la sbornia settimanale a cui ho diritto.
Certo prenderla mentre si guardano dei trenini non è come prenderla mentre si guardano delle donne che dimenano il posteriore in pista, ma verranno tempi migliori.
C'è un banchetto con dei libri e imparo che questa è la stagione degli amori per i molluschi bivalvi, mi riiscrivo all’AIDO caso mai qualcuno abbia bisogna di un qualche mio organo poi con un po’ di alcool in corpo mi metto a riflettere sui rapporti interpersonali, sul senso della mia esistenza, sui progetti futuri, sull’importanza
della percezione di me stesso, sulla dignità e la ricchezza di possibilità che ognuno può esprimere, evitando sia il pregiudizio che la complicità disimpegnata soprattutto con i più deboli, sul vero segreto della BELLEZZA e della PACE.
Ma le mie riflessioni non portano a niente, forse sono troppo ubriaco.
Ma poi pensandoci bene le mie riflessioni non portano a niente neanche quando sono sobrio.
E’ che ho troppo disordine in testa, magari comincio a fare una lista delle cose da fare in ordine di difficoltà crescente:
4 sconfiggere la fame nel mondo
3 far finire tutte le guerre
2 colonizzare Marte
1 trovare una donna
credo che la lista delle cose da fare sia completa, no anzi ho dimenticato:
- comprare il dentifricio che sta finendo, magari comincio da questa.





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