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Xmas how fun

di tomesani (30/12/2006 - 15:45)

I’ve to practice english because I can write it not so bad, but I’m quite a schifezza at speaking it, and sometime this may be really a problem, for instance when you make sex with a webcam.

So.

Feeling panicky because New Year’s Day is so near?
Really I don’t know anyone who sincerely enjoys Xmas/end of the year days (a me però si – to me però yes ), probably because in those days you are expected to have fun, you are expected to not be lonely, yeah! (yeah ho letto che ci sta da tutte le parti)

1st trouble: who should you go out with?
2nd trouble: what drink?
3rd trouble: how much drink?

O mai ghad (Oh my god), only 3 troubles. In my normaly life troubles are much more.

1 I’m with a friend, 2 I’ll drink beer (drinking beer looks very german, yeah – Yeah va messo il più possibile) 3 I’ll drink a lot of beer.

I start learn english language not at school, were I was un disastro, but after I met a canadian girl in summer.
Her name was Fanny, and she was very cool (aveva un gran bel culo).
She was originally from Australia but she’s been living in Canada for 6 years, brown eyes, smile like a sun rise, drink and party a lot, always singing, always dancing, always smiling and always a bitch (why not?), 20 years old, she was hated a lot from other girls.
Anche io sono sempre hated a lot dalle girls così pensavo che saremmo andati d’accordo.
But I don't spoke english at all, and when I was in front of her I only told “Hey, the pen is on the table” because those were the only words I knew.
Indeed there was really a pen on the table, but she don’t look interested at this topic, and our love story quickly ended.

I also had a short, romantic love story in summer (all love story in english language are in summer) with an english girl that told me I looked like Richard Gere, but she told me that only because of the incredibile quantity of strange pills she eat in continuation.
We call her “the Pharmacist”.
She felt I was too beautiful for her, I felt she was too beautiful for me .
I never kiss her because she never stop talking, but I understood half of which she said.- No understanding between people, that’s the way in which start wars.

Ma questo non sarebbe questo il compito dell’ONU, favorire la comprensione tra i popoli?
Proprio vero che l’ONU non c’è mai quando c’è bisogno.

 

 

 

 

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Buone Feste.

di tomesani (29/12/2006 - 13:10)

C’è una vecchietta in stazione, è quella che si definisce una clochard. 
Non ha niente e vive lì.
Ha una poltrona presa chissà dove, l’ha messa vicino ai binari e passa il giorno seduta guardando i treni che partono e arrivano.
Non legge, non parla, dorme sulla sua poltrona quando ha sonno, quando ha fame va verso i bidoni o a cercare avanzi sui tavoli del self-service o di Mac Donald, poi si rimette a sedere sulla poltrona a guardare i treni.
Ho il terrore che la mia vita sia per un certo senso troppo simile alla sua, anche se con una alimentazione migliore ma poi non di tanto.
Sempre le stesse cose, sento sempre le stesse frasi tutti i giorni:

”Gianni beviamo una birra”
”Gianni hai visto i gol?”
”Gianni guarda quella ragazza là”
”Gianni giochiamo a carte”
”Gianni lascia stare quel pinguino”

La normalità dà ebbrezza, poi assuefazione e poi si finisce a dormire in stazione.
Bisogna evitare la normalità, ci vuole sempre qualcosa di nuovo, e ho voglia di essere al centro dell’attenzione e di essere notato: ad esempio potrei provare a girare con la patta dei pantaloni aperta.

Ieri avevo provato ad organizzare una partita di calcetto con i miei amici. 
Ero in squadra con Robert detto l’ariete perché bravo di testa, con Carlo detto il falco per la sua velocità, con Giorgio detto il cobra per le sue capacità in attacco e con Alex detto il porco per le battute spinte che fa in continuazione.
Un po’ di movimento fa bene, correre, stancarsi e sudare.
Ma poi abbiamo pensato: chi ce lo fa fare? E siamo andati a sbronzarci.

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DRACULA A BOLOGNA - una commedia.

di tomesani (26/12/2006 - 14:16)

Se qualcuno vuole creare l'effetto teatro, in questo file musicale qua sotto ci sono delle risate, cliccateci sopra ogni volta che leggete una battuta.




In una antico casolare diroccato in provincia di Bologna il Conte Dracula attende il calare delle tenebre dentro la sua bara.
Ecco che si fa buio e Dracula si alza dal suo giaciglio, assetato di sangue. Si lava i denti e si mette il mantello, ha già scelto la sua vittima: si chiama Gianni, che vive da solo in un capannone isolato e pare molto indifeso e succulento.

(Scena: Gianni sta cazzeggiando al computer in una camera piuttosto grande al secondo piano, c’è anche un letto ad una piazza, una sedia, niente quadri, una finestra, un orologio che segna mezzanotte, luce bassa e musichetta di sottofondo. Ad un certo punto si sente un forte rumore che viene dalla finestra.)
Gianni: Chi c’è là?
(dalla finestra entra Dracula, goffo e ansimante e casca sul pavimento della camera)
Dracula: Mio Dio che fatica arrampicarmi! A momenti cado giù e mi accoppo.
Gianni: ma tu chi sei?
Dracula: sono Dracula, il vampiro. (si guarda il ginocchio sbucciato) mi sono anche tagliato! Non che il sangue mi faccia impressione ma non vorrei prendere il tetano.
Gianni: chi hai detto che sei?
Dracula: Sono Dracula. Sei sordo? Senti, mi siedo un attimo, comincio a non avere più l’età per queste cose. Mi puoi dare un bicchiere d’acqua, o una Fanta?
Gianni: Non ci credo, Dracula? Non capisco.
Dracula: cosa è che non hai capito? Mi spiego male? Lo vedi il mantello e i denti aguzzi?
Gianni:
Dracula: siamo a carnevale?
Gianni: no
Dracula: e allora da questo si deduce che sono Dracula.
Gianni: ma è uno scherzo?
Dracula: uno scherzo? Ti pare una cosa divertente uno dei più terrificanti esseri demoniaci della storia dell’umanità che ti entra in casa?
Gianni: mi sa che hai sbagliato indirizzo. Che cosa vuoi da me?
Dracula: Ho sbagliato indirizzo? Oh scusa ma non avevo lo stradario! Ma che discorsi fai? E che cosa vuoi che voglia da te un vampiro? Su, non fare scene che ho fame, porgi il collo. 
Gianni: ti prego, non uccidermi e poi il mio sangue è una schifezza, non mi pungono neanche le zanzare. Ti giuro, prova a cercare in casa e non troverai neanche una boccetta di Autan. E poi devi arrivare proprio adesso che stavo chattando con una studentessa diciottenne?
Dracula: senti non cominciare, prima o poi bisogna morire. Dammi il collo e finiamola che comincio ad avere appetito. Ti sei fatto la barba vero? Non mi piace la barba perché mi pizzica. Poi sono stanco per la scalata.
Gianni: Quale scalata?
Dracula: mi sono arrampicato per la grondaia per fare un ingresso drammatico, pensavo che ne valesse la pena. Ma la grondaia si è piegata, il mantello mi si è impigliato e sono caduto, a momenti mi rompo la testa. Senti, dammi sto collo che comincia ad essere tardi e se mangio tardi dopo non digerisco più.
Gianni: ma mi hai rotto la grondaia! E adesso chi la paga?
Dracula: non è rotta ma solo piegata, tranquillo che prima di andare via te la rimetto a posto. Ma non hai sentito il casino che ho fatto quando sono caduto?
Gianni: ero impegnato a fare una ricerca col computer in internet.
Dracula: dovevi essere proprio assorto. (va verso il computer) Vediamo cosa stavi guardando… non hai lo schermo al plasma, peccato sono i miei preferiti... WWW.STUDENTESSECHEFANNOLADOCCIANUDEINSIEME.ORG... comincio a capire perché non mi hai sentito arrivare. Però mica male… senti, se ti do la mia mail mi mandi il link?
Gianni: OK, te lo mando domani.
Dracula: senti amico, non so come fartelo capire…
Gianni: e poi perché non hai suonato alla porta?
Dracula: avrei potuto farlo ma che effetto sarebbe stato? E poi cerca di ragionare: se eri in compagnia magari di gente importante che figura facevo a suonare il campanello e a dire “salve sono Dracula”?
Gianni: aspetta un attimo, non sono pronto per morire, e poi proprio adesso che la mia ditta va bene, abbiamo appena vinto un appalto!
Dracula: che contano i soldi in fondo? L’importante è la salute.
Gianni: parli bene tu che tanto non ti servono. Anche io se trovassi le bistecche in giro e vivessi in una bara direi che i soldi non contano.
Dracula: in effetti spendo poco ed ho tutte le spese rimborsate ma un pò di soldi servono sempre, hai idea di cosa costa una bara? Su, adesso dammi il collo.
Gianni: e poi non posso credere che tu sia Dracula.
Dracula: come ti aspettavi che fossi? Tom Cruise con i dentoni?
Gianni: non dicevo questo, ma pensavo fossi… dunque… più alto.
Dracula: prova te a stare dentro una bara se sei alto due metri. E poi sono 1.75 per 78 kg, in media per il mio peso. Mi dispiace di averti deluso, eh?
Gianni: dammi solo un altro giorno, 24 ore.
Dracula: non posso, domani ho da fare. Ho promesso di dare una mano a Frankenstein. Dare una mano nel senso di aiutarlo, non è che gli devo trovare una mano. E poi tanto domani il Bologna gioca con la Juve e perderà di sicuro, quindi è un giorno che non vale la pena di essere vissuto.
Gianni: almeno qualche ora. Ho visto una tua foto in cui giocavi a scacchi, ti va se facciamo una partitina?
Dracula: non ero io ma la Morte, non scambiarmi per lei. E’ come dire a Valentino Rossi che somiglia a Biaggi. Però sono molto bravo a dama.
Gianni: sei bravo? Facciamoci una partitina, ti spiego come facciamo: se vinco mi darai la vita salva.
Dracula: non tentare accordi con me, e poi io cosa ci guadagno?
Gianni: ma se sei così bravo… o era solo una smargiassata?
Dracula: adesso ti faccio vedere io, prendi la scacchiera. Veramente non dovrei perché comincio ad avere fame. Non avresti qualche stuzzichino?
Gianni: ho capito, per stuzzichino intendi un assorbente usato ma non ne ho, però oggi mi sono tagliato e posso darti il cerotto da leccare.
Dracula: assorbenti usati? Cerotti da leccare? Ma che schifo! Come ti vengono in mente queste idee? Io intendevo dei salatini o delle patatine!
Gianni: se vuoi ho dei cracker integrali ma sono un po’ vecchi. Mi spiace ma non ho altro, se solo mi avessi avvertito che venivi…
Dracula: cracker integrali! Metti che da quella finestra anziché io fosse entrata Cameron Diaz, le offrivi dei cracker integrali scaduti?
Gianni: sarà per quello che non ho una donna, se solo avessi in casa dei pasticcini con i canditi.
Dracula: non fare lo spiritoso. Va bene, facciamo questa partita che mi distraggo un pò. Di giorno sto sempre dentro la bara, in TV di giorno i programmi fanno pena e mi annoio. A proposito, posso prendere questa rivista?
Gianni: no, non ho ancora finito di leggerla, magari te la do domani.
Dracula: forse non sono stato chiaro…
Gianni: dai, cominciamo a giocare. ti va se ci giochiamo qualche soldo, per rendere la partita più interessante?
Dracula: non è già abbastanza interessante per te? Comincia. Io tengo i neri se non ti spiace.
Gianni: va bene… senti, tu lo sai di sicuro… dopo la morte c’è un’altra vita?
Dracula: sì che c’è, ma è sempre meglio prenotare.
Gianni: tocca a te muovere. Allora cosa c’è dopo la morte?
Dracula: Senti, sto giocando.
Gianni: e sarà doloroso?
Dracula: ma no, cadrai giù per terra come un sacco di patate e basta. Ecco, ho mosso.
Gianni: non posso cadere sul letto?
Dracula: NO! Cascherai sul pavimento e basta! Ma mi dici cosa te ne frega dove cadi da morto? Gioca in silenzio!
Gianni: cercavo solo di essere carino, di fare conversazione. Ma che antipatico, mi fai venire in mente Beppino, un mio amico delle medie che mi faceva sempre i dispetti.
Dracula: Gli ricordo Beppino! Io, una figura terrificante e assetata di sangue gli ricordo Beppino!
Gianni: comunque Beppino è uno con un sacco di soldi, ha una fabbrichetta di asole per bottoni, una Mercedes ed una moglie bionda.
Dracula: se non parlassi tanto… ti prendo due pedine, concentrati che se no è troppo facile.
Gianni: non sapevo che esistessero i vampiri.
Dracula: e perché dovevi saperlo? Tu chi sei?
Gianni: cosa significa “tu chi sei?” secondo te non valgo niente? Ho una ditta con 20 dipendenti, io. Non sono mica uno qualunque preso dalla strada.
Dracula: sì va bene, ma anche se fossi Luca Cordero di Montezemolo non potresti essere a conoscenza dei misteri della notte. E poi hai cominciato tu ad insultare.
Gianni: ma quando?
Dracula: ma sì, hai detto che sono basso, che ti ho deluso.
Gianni: non lo so, ti aspettavi un applauso?
Dracula: no ma tutte queste osservazioni su di me, che sono di qua, e sono di là, sono sintomo di maleducazione.
Gianni: va bene, scusa. Mettiamoci una croce sopra e giochiamo.
Dracula: era una battuta quella della croce? Dato che ci sei ne vuoi fare anche una sull’aglio? Sei più banale del Times New Roman.
Gianni: uffa, con te non si può dire niente che ti incazzi subito. Ma sei un vampiro o una fidanzata? Dai gioca che tocca a te.
Dracula: ho mosso.
Gianni: ma voi vampiri non dovevate succhiare il sangue solo alle giovani vergini?
Dracula: una volta si poteva, ce n’erano moltissime… adesso sono tutte troie. Ho fatto la mia mossa, è il tuo turno.
Gianni: un attimo, hai mosso due volte consecutive. Adesso per recuperare faccio due mosse io. Ecco, una e due e ti mangio il damone.
Dracula: ma che dici, cosa significa che fai due mosse? Ti concedo solo la prima, ecco e adesso tocca a me e sei scoperto.
Gianni: sì ma se sapevo che non eri così cavaliere da farmi fare le due mosse mica facevo quella, ma questa, e ti mangio due pedine. Ora mi pare che la tua situazione non sia molto rosea
Dracula: ma con cosa mangi le due pedine? Dunque, stiamo seguendo le regole della dama o del Wrestling? Mettila qua a destra e basta.
Gianni: se sposto la pedina a destra finisce sul pavimento. Ecco, ora ti mangio questo e vado in dama.
Dracula: L’unica cosa che puoi mangiare sono i tuoi cracker, ed è difficile anche quello perché fanno schifo. Hai tutti i pezzi bloccati, puoi fare solo questa mossa che comunque ti mette nei casini. E PIANTALA DI SPOSTARE I PEZZI QUANDO NON GUARDO!
Gianni: ti vedo confuso, li stavo solo spolverando. Intanto ti soffio questa pedina.
Dracula: ma che soffi, tu sei uno a cui secca perdere, vero? Hai 3 pezzi in fila e te li mangio tutti e tre.
Gianni: Non puoi muovere i pezzi della dama come se fosse l’alfiere degli scacchi! Hai studiato le regole della dama con Stanlio e Ollio? Ecco, ti mangio questa e ora sei rimasto con un pezzo solo in mezzo alla scacchiera circondato dai miei.
Dracula: come fai a mangiare con una pedina che è stata eliminata 30 mosse fa? Adesso tocca a me e mangio quella, penso che la partita si concluderà velocemente.
Gianni: ma stai giocando a dama o a biglie? E come fai a mangiare una mia pedina usando un’altra mia pedina? Rimetti come era prima ed ecco la mia mossa, ritengo che manchi poco alla mia vittoria.
Dracula: stai vincendo come i tedeschi a Stalingrado, sono dieci minuti che non hai una pedina in quella posizione, cosa ci fa lì adesso?
Gianni: sei tu che fai casino, non lo so perché è lì ma facciamo così: la tiriamo a caso sulla scacchiera e accetteremo la posizione in cui cade, così avremo anche un po’ di divertente imprevisto. Hop, ecco fatto. Bene, è finita proprio sulla tua linea e adesso faccio un altro damone.
Dracula: vedo che non sei affatto sportivo, non lo sai che l’importante è partecipare? Quel tuo pezzo è andato, salutalo insieme a questa pedina che ti mangio ora. Adesso i tuoi pezzi sono messi in modo così inefficace che è meglio che non li guardi se no ti si spezza il cuore.
Gianni: se avessi saputo che eri così scarso a dama ti avrei sfidato a un altro gioco tipo il golf in cui non avrei potuto vincere così facilmente. Mangio la tua penultima pedina e predico la mia vittoria in due mosse.
Dracula: ADESSO BASTA! (ribalta la scacchiera e si alza in piedi) DAMMI IL COLLO!
(Le luci cominciano a schiarirsi)
Dracula: ma cosa sta succedendo? Cosa è questa luce? Sta arrivando il giorno? Ma se sono qua solo da venti minuti! Non può essere già finita la notte!
Gianni: no, non era notte, era buio perché c’era un’eclissi ed ora sta finendo. Adesso è mezzogiorno, non mezzanotte.
Dracula: un’eclissi? E perché non me lo hai detto? Non sei stato zitto un minuto e non ti è venuto in mente di dirmelo?
Gianni: pensavo lo sapessi, è su tutti i giornali.
Dracula: ti sembro uno che legge i giornali? La luce mi ucciderà! Hai un armadio in cui posso infilarmi finchè non viene notte?
Gianni: no, ma se vuoi puoi metterti in questo cassetto.
Dracula: e come faccio a mettermi dentro un cassetto? Ma allora sei imbecille! Non hai un posto buio?
Gianni: sotto il letto ma è sporco, non ci spazzo mai. Comunque oggi è nuvolo.
Dracula: sto morendo.
Gianni: ehm… cosa posso fare? Vuoi un bicchiere d’acqua?
Dracula: secondo te sto morendo di sete?
Gianni: no, ma pensavo che chi muore avesse sete.
Dracula: solo se ha mangiato salato. Addio. (la luce entra nella stanza e Dracula si dissolve in una nuvola di cenere)
Gianni: (si risiede al computer) spero che quella studentessa diciottenne sia ancora in linea.

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Buon Natale

di tomesani (26/12/2006 - 00:18)

La prossima volta che vado a Isernia non prendo il treno ma faccio in un altro modo.

Il problema è che per andare da Bologna a Isernia in treno si spendono 47.26 Euro, ma devi anche prendere l’autobus per andare in stazione che costa un Euro, una volta a Isernia devi prendere un altro autobus per andare dove vuoi e ne partono altri 2 di Euro, totale 50 Euro e un sacco di seccature tra cercare l’autobus giusto che si sbaglia per forza almeno una volta, non sbagliare binario del treno che si sbaglia per forza almeno una volta, non scordarsi di timbrare il biglietto come faccio sempre io e altre robe noiose e complicate.

Invece ho pensato ad un metodo migliore: farsi spedire da un corriere.

Se si è convenzionati ad esempio con il corriere Executive, spedire un pacco di 70kg (che sarei io, ma se dimagrissi un pò spenderei anche meno) da Bologna a Isernia costa solo 19.18 Euro e non ci sono seccature di autobus perché ti prelevano da casa alle 18e ti portano all’indirizzo che vuoi entro la mattina del giorno dopo.
Certo bisogna imballarsi bene e fare un pacco resistente perché i corrieri non è che siano tanto delicati quando maneggiano i pacchi, ma a me in fondo piace essere sballottato.
Ah ah birbante.

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Cartucce per stampanti e arte

di tomesani (25/12/2006 - 23:01)

Io dovrei fare un lavoro diverso.
Il mio lavoro è produrre cartucce per stampanti laser, le costruiamo assemblando i vari pezzi ma in fondo sono un’artista e questo lavoro non mi dà l’occasione di sfogare le mie capacità creative.
Da piccolo volevo fare il marinaio, poi mi spiegarono cosa erano i pescecani e allora volevo fare il pittore, ma ora faccio cartucce per stampanti

Ieri ho provato a fare qualcosa di mio: la signora Grandolini voleva una cartuccia per la sua stampante Epson, e io l’ho fatta come me la sentivo: ho deciso che la sua cartuccia doveva essere enorme e smisurata, con lunghe appendici che spuntano in ogni direzione come lingue di fuoco!
Ma la signora Grandolini si è arrabbiata perché quella cartuccia fatta in quella maniera non entrava nella sua stampante.
Allora ho tentato di fare entrare la cartuccia a forza nella sua stampante, ma usciva fuori come un balcone e lei è infuriata. Quella piccola e stupida borghese!
Lei dice che non stampa ma che importa se stampa o no? Io la trovo molto bella.
Del resto molti usano creatività nel loro lavoro, per esempio il mio barbiere: dopo che lui mi ha tagliato i capelli sembro uno che si è fatto di acido ma non gli ho mai detto niente perché è giusto che uno sia creativo.
E’ anche vero che è vecchio e ha le mani malferme, poi la sua artrite gli impedisce di tenere le forbici in mano e se le deve legare ai polsi.

Poi è venuto il signor Pieretti per comprare una cartuccia di inchiostro giallo per la sua stampante Canon, ma io gliela ho fatta arancione scuro perché la trovavo più consona al mio stato d’animo.
Lui ha subito criticato la mia opera, ma io non posso lavorare su ordinazione come un semplice stupido commerciante.

Su sua insistenza gli ho fatto la cartuccia gialla ma non me la sono sentita di firmarla.
Poi vorrei tentare nuove strade.
Per esempio, perché le cartucce per stampanti devono essere per forza di plastica? Vorrei provare nuovi materiali, per esempio il cemento armato.

Ieri è venuta Giovanna Stubaldi per riparare la sua stampante, e mentre ci davo un’occhiata si è seduta con le gambe accavallate dondolando il piedino.

Mi fa impazzire! Lei, non la stampante anche se la sua stampante non è niente male, una HP Laserjet IV del 1998, non ne fanno più di cose del genere.
L’unico difetto è che le manca il tasto GO, stavolta alla stampante e non a lei.
Però trovo che questo piccolo difetto renda la sua stampante più sexy, come tutti i piccoli difetti tipo i nei e le smagliature nelle calze.
Infatti mentre riparavo la sua stampante ero stranamente eccitato, e una volta finito mi sono sentito spossato come dopo aver fatto sesso, mi sono fumato una sigaretta e le ho chiesto se le era piaciuto.
E’ finita che anziché essere lei a pagare la riparazione sono stato io a darle 50 euro.


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TIME

di tomesani (22/12/2006 - 01:01)

E così il settimanale TIME ha eletto quelli che scrivono in internet come uomo dell’anno.

Pare che siamo in 100.000.000, e per fortuna che ci sono anche io altrimenti sarebbero 99.999.999, un bel numero di merda.
Ovviamente il titolo di uomo dell’anno non è che lo vince il migliore, ma semplicemente quello che ha fatto più casino, basti pensare che secondo è arrivato Kim Jong II e terzo Hu Jintao, che non è uno straniero dell’Inter ma il presidente della Cina.
Il presidente dell'Iran è solo quarto ma ha promesso di impegnarsi di più l'anno prossimo.
Sul fatto che in internet ci sia un sacco di gente che fa casino non ci sono dubbi, basta leggere il nostro forum.
Credo che chi scrive in internet ha qualcosa in comune con gli antichi amanuensi: la passione per lo scrivere, la gioia di vedere le proprie idee lette da altre persone, la diffusione del sapere.
Ho trovato una foto degli antichi amanuensi, eccola.

 

Altre cose che ho in comune con gli amanuensi è la pettinatura ridicola ed il fatto che non scopo mai.
Quest’ultima cosa in comune con tutti gli internauti maschi, che se avessero di meglio da fare non starebbero tutto il giorno a scrivere stronzate con la tastiera.

Al bar quando hanno saputo che ero l’uomo dell’anno mi hanno fatto una festa e hanno detto che metteranno una targa d’oro con il mio nome.
Io gli ho detto che stavano esagerando e che la targa andava bene anche di bronzo.
Ma no, va bene d’oro.
Poi mi sono preso una bella sbronza, prenderla di sabato sono buoni tutti ma prenderla di giovedì insomma, son cose.
La barista quando ha saputo che Time mi aveva eletto uomo dell’anno ha cominciato a guardarmi con sguardo lascivo, si sa che alle donne piacciono i vincenti.
Poi però ho visto che anche due vecchietti che giocavano a carte mi guardavano con sguardo lascivo.
E anche due che giocano a biliardo e uno che mangiava un panino mi guardava con sguardo lascivo. Anche i miei amici.
Insomma, mi pareva che tutti mi guardassero con sguardo lascivo.
Forse dovrei bere meno?

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Scrivere il titolo

di tomesani (18/12/2006 - 02:34)

Serata molto soft, in compagnia di amici in un pub del centro, seduti ad una tavolata bevendo e mangiando.
Di fianco a noi c’era anche un gruppo di persone che festeggiava un compleanno ed a mezzanotte non erano ancora ubriachi... Questi giovani non sanno divertirsi.
Sono seduto di fianco ad una mia amica che tutta scodinzolante mi parla di come al suo fidanzato piacciano i film d’amore, degli sms che Lui le manda ogni ora, delle brioche calde che Lui le porta a letto, di come Lui cura la piantina che gli ha regalato, di come passano le serate dolcemente abbracciati.
Le ho chiesto: ma sicura che non è gay?

I discorsi sul suo fidanzato per me sono interessanti come una retrospettiva sulla vita delle trote, però lei è una ragazza veramente bella: bionda, capelli lunghi, terza misura e quando le parole ti arrivano da un così armonioso groviglio di tette e culo, anche se dice solo sciocchezze e banalità
ti sembra di ascoltare la Montalcini che fa un discorso al trecentesimo anniversario della Bocconi di Milano.

Al nostro tavolo intanto si parla di macrobiotica, zen, ipnotismo, terapie di gruppo, sollevamento pesi, viaggi, dieta vegetariana, pittura, scultura, direzione d'orchestra, yoga, gelato allo yogurt, Bach, Budda, succo di carota, New York City con frasi che contengono ognuna almeno 4 parole di cui non conosco il significato.
Io preferei parlare di “guarda che bel culo ha quella” ma l’unico in grado di fare una conversazione di questo livello è il mio amico Giac che sta ballando.
E’ in pista e fa finta di essere fatto di coca, balla con i pugni in su e si strofina il naso.
Io lo so che non è fatto di coca, non adesso perlomeno e mi fa molto ridere, ma chi lo circonda non lo sa e lo guarda preoccupato.

La mia amica fidanzata se ne va a casa, si attorciglia intorno al dito una ciocca di capelli (Dio come mi arrapano questi gesti) e per salutarmi mi abbraccia. Istintivamente cerco il gancetto del suo reggiseno, è un riflesso condizionato ma mi trattengo.
Si è fatta i capelli a coda di cavallo, le si vede la nuca seminascosta dal fiocco rosa del suo vestito e questa è la cosa più sexy che ho visto oggi, anzi so che mi porterò il ricordo di quella nuca fin sul letto di morte.


Voglio andarmene via anche io, dormo poco, ho una faccia che fa schifo e le occhiaie. Forse dovrei bere più caffè oppure ingrassare così la pelle sta più tirata e non si vedono le rughe.
Ma Giac ha trovato una ragazza con cui parlare e ho paura che le cose vadano per le lunghe.
E allora vado da Giac e gli dico con voce alta: “Ascolta, per toglierti quelle piattole credo basti dell’aceto.”
Finalmente la ragazza se ne va e possiamo andarcene a casa.


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In centro.

di tomesani (14/12/2006 - 00:27)

Quando si va in centro non si trova mai un parcheggio, e allora di solito si mette la macchina sui viali, si attraversa la stazione dei treni e si è in centro.
Certo la strada è lunga e c’è parecchio da camminare, più volte per la stanchezza sono tentato di fermarmi e lasciarmi morire ma alla fine si arriva.
Questo sabato sono con il mio amico Xxxx, parcheggiamo e ci incamminiamo.

Attraversando i viali mi capita una cosa straordinaria: per la prima volta nella mia vita dico di no ad una donna! Succede che passiamo accanto ad un  gruppo nigeriane e una di loro mi chiede:
“Vuoi sgobare?”
”No, oggi non mi va.” Le rispondo.
Non pensavo avrei mai detto una frase simile in tutta la mia vita, però è proprio bello dare un rifiuto, dà una sensazione strana, di onnipotenza, di autorità e forza.
Adesso ho finalmente capito perché le donne mi dicono sempre di no.

Passiamo attraverso la stazione perché è comodo ma la cosa più bella è che ci possiamo guardare le ragazze in partenza o in arrivo che salutano le loro amiche abbandonandosi a baci, abbracci ed effusioni varie tra di loro, a volte sono meglio di un film di Rocco Siffredi.
E poi la birra nei bar della stazione costa solo 1.50 Euro.

Usciamo dalla stazione e siamo in centro, ci infiliamo in uno dei tanti locali.  
Il piano di azione è il solito: cercare due ragazze serie, simpatiche ed intelligenti.
Fermiamo due ragazze e per capire se sono intelligenti le chiediamo:
“Ciao, mi chiamo Gianni. Volevo chiederti: stamattina ho comprato 5 mele, me ne sono mangiate 4 poi zio Pepino me ne ha regalate 3. Quante mele mi rimangono?”
Se ne vanno via senza dirci niente, evidentemente non lo sanno.
Comunque potevano dire qualsiasi cifra dato che la risposta non lo sapevamo neanche noi.
Proviamo a fare un calcolo: dunque, 5 mele riporto di 1 fratto 2 sottraggo il denominatore poi… boh, farà circa 3, forse un po’ di più, 3 e mezzo.
Forse è meglio che lasciamo perdere la ragazza seria, simpatica ed intelligente, cerchiamone una con le tette grosse che va poi bene lo stesso.
Vediamo due con la maglietta della pace quindi dobbiamo dirle qualcosa di no-global. Dunque, ci penso un pò… ecco:
“Ciao. Non pensate che bisogna fare qualcosa per il Ruanda? Hanno così bisogno di attrezzature per il tennis.”
Se ne vanno, non ha funzionato. Dovevo immaginarmelo, il Ruanda è un argomento ormai banale.

E’ difficile trovare qualcosa da dire ad una donna, del resto non è che possiamo parlargli della nostra vita: lui è un disoccupato che vive ancora con i genitori ed ha una Fiat 126, invece io ho un blog con un filmato in cui mangio il Kitekat.
Sono cose che speriamo scoprano solo dopo il matrimonio.
L’ideale sarebbe dirle qualcosa che faccia ridere ma mica è semplice.
Il mio amico dice che è bravo a fare ridere i bambini ma quelli è facile farli ridere, sono menti semplici e sciocche, basta che gli dici “cacca” e loro ridono. (Cacca! AHAHAHA ma che ridere è una parola che mi fa sempre scompisciare dalle risate.)

Il locale è pieno zeppo di gente e questo è bello perché si può dare qualche palpata, solo che è talmente buio e pieno che non si capisce se si sta palpando un uomo o una donna. Però basta non farci caso, tanto i sederi sono tutti uguali e l’immaginazione fa il resto.
Però è troppo caldo, la birra costa 9 Euro, la musica è fastidiosamente alta e non si riesce a parlare.
Ma voglio dire, che ci stiamo a fare qua quando c’è un posto dove ci sono ragazze che si sbaciucchiano e la birra costa solo 1.50 Euro? Se un Paradiso esiste deve essere esattamente così.
Usciamo e ci dirigiamo verso la stazione.

 

 

 

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venerdì

di tomesani (13/12/2006 - 00:37)

Dopo la cena in quel ristorantino passeggiamo nella piazzetta del paese, e a tutti e due è rimasta nel cuore quella camminata di sera guardando i negozi, con la gente seduta sui gradini e sulle panchine di pietra, si sentiva parlottare e ridere, c'era il via vai dei ristoranti, combriccole di ragazzi che passeggiavano, famiglie con i loro bambini.
Ci piacciono i bambini, ci piacerebbe averne al più presto.
Ci siamo messi su una panchina a cavalcioni, viso a viso. Che bei momenti, con la brezza della sera e la lieve euforia del vino guardando le stelle col naso all’insù.
Poi abbiamo ripreso la passeggiata e abbiamo comprato un gelato, e abbiamo scoperto che ci piacciono gli stessi gusti.
Il gelato è una delle cose migliori che esistono, e se fosse anche illegale sarebbe perfetto.
Ormai stanchi ci siamo seduti sulla scalinata della chiesa e abbiamo parlato e parlato fino a notte fonda.
Uscire con il mio amico Giac è sempre molto divertente, certo però che queste cose sarebbe ancora più divertente farle con una ragazza.
Aspettiamo tempi migliori…

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Lifting

di tomesani (12/12/2006 - 00:52)

Di questi tempi va tanto di moda il silicone, e allora io ho ingrandito il seno alla "Venere di Urbino" di Tiziano, 1538.


Prima:

Dopo:

Mi pare di aver fatto un buon lavoro. Forse avrei dovuto anche toglierle un poco di cellulite.

 

 

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Domenica

di tomesani (03/12/2006 - 00:27)

Ero in un locale e guardavo uno spettacolo con due tizi che ballavano il tango o la polka, una cosa del genere.
Me ne stavo seduto ad un tavolino quasi in prima fila, quando arriva una ragazza e si siede proprio sopra il mio tavolino, davanti a me.
Mi chiede se ci vedo. Ovvio che non ci vedevo, ti sei messa con la schiena a 20 cm dalla mia faccia.
Però aveva un vestito che lasciava la schiena nuda e guardare la sua schiena era molto più divertente che guardare quei ballerini del cavolo. 
Allora le dico: “Certo che ci vedo, non ti muovere, stai lì”.
Poi profumava di crem caramel, era una gioia annusarla.
Che bello fosse stata la mia donna, mi sarei potuto addormentare sulla sua schiena ed in pratica avrei dormito su un budino.

Aveva anche uno strano tatuaggio sulla schiena, volevo attaccare bottone con lei e questo mi pareva un buon argomento per cominciare.
Almeno per stavolta non userò la frase che uso di solito: “Ciao, il mio nome è Gianni e stanotte lo urlerai.”
Anche se ha
il viso di una che se tenti di rivolgerle la parola ti trapassa con lo sguardo e ti dice un “eclissati” ci provo lo stesso.
Invece comincia a parlare, e mi dice che il tatuaggio è così strano perché se lo era fatto fare da una amica con l’hennè e mi spiega la tecnica:
si compra l’hennè in una erboristeria, costa circa 11 Euro la bottiglietta che però si può usare solo una volta perchè si secca, poi si intinge uno stuzzicadenti nell’hennè e si fa il disegno sulla parte del corpo che si vuole. Dopo 20 minuti è asciutto.
Parliamo un poco di non mi ricordo cosa, le pago da bere poi la ragazza-budino si alza e mi saluta. 
Mi 
dice che ha passato una bellissima serata, ma si riferisce a ieri.
Il vestito è parecchio scollato anche davanti, prima di andare via mi dà un piccolo buffeto sulla guancia provocandomi un orgasmo.

Rimango da solo a pensare, era una che mi piaceva e mi spiace se ne sia andata, mi sarebbe piaciuto avere dieci figli da lei, sì insomma avrei voluto scoparla una decina di volte.
Sono triste, a volte mi sento così inutile, non so tipo Sondrio, o Enna che se non ci fossero sarebbe lo stesso.
D’un tratto e con tutta la chiarezza di pensieri che dà l’alcool, capii cosa ho che non va: non ho un tatuaggio.
In tutti questi decenni di vita non mi sono mai fatto un tatuaggio e di anni ne ho veramente tanti, ad esempio se fossi un cavallo sarei già morto da 15 anni.
Lo dico a Giac che voglio farmi un tatuaggio, lui mi guarda con l’espressione che ha la mucca quando guarda un treno che passa e dovrebbe significare che è una buona idea.
Ma poi perché chiedo consiglio a lui? Certo lui ha un tatuaggio, si fece fare una farfallina.
Poi però il giorno dopo tutti gli dissero che era da gay e allora tornò dal tatuatore e fece disegnare un’ancora sopra la farfalla, così adesso ha un disegno senza nessun senso di un lepidottero trafitto da un’ancora.
Non è una cavolata, lo ha per davvero.

Ecco il mio tatuaggio. Se non mi lavo troppo dovrebbe stare lì per un mesetto.











Sulla gamba ho gli esperimenti, quelli spero spariscano in meno tempo.

P:S: Ieri sono stato a vedere una mostra di quadri del Mantegna. La sconsiglio a tutti, pochissime donne nude e nessun posto in cui comprare una birra.



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