No titolo
Non compro un vestito dal 1998 ma negli armadi non ci sta più niente, quando voglio mettere qualcosa nei cassetti sembra di giocare a tetris, non uso mai piatti ma il lavandino è pieno di stoviglie da lavare, i libri li sto regalando tutti ma negli scaffali non c’è più spazio neanche per i calzini.
Volevo mettere i calzini nella libreria appunto perché non c’è più spazio negli armadi.
Vado in cucina perché il gatto mi chiede un po’ di prosciutto. Cioè non è che me lo chiede, i gatti mica parlano. Me lo ha mimato.
Apro il frigo e vedo che è l’unico posto vuoto della casa, mi serve un ponte di aiuti umanitari.
Ci sono solo due pesche comprate quest’estate che mi guardano con occhi tristi e poi trovo una scatoletta di tonno nel congelatore. Chi cavolo ce la ha messa?
Non è che non ci sia del cibo in cucina anzi ce n’è parecchio, ma è tutto attaccato al fondo delle pentole.
Non sono un cattivo cuoco, l’unica cosa che mi dà fastidio della mia cucina è mangiare quello che preparo.
Ho anche un libro di cucina (uno piccolo, tanto vivo da solo) ma è pieno di termini strani. Ad esempio, che cavolo vuol dire “friggere”?
Quando c’è troppo casino e disordine in casa che si fa?
Si esce e si fa un salto al bar. Magari ci trovo una moglie che mi mette in ordine la casa.
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Sabato abbiamo girato un pò di osterie e a fine serata avevo la fronte sul tavolo e le dita avvinghiate al bicchiere di Ceres.
Insomma stavo una fragola.
Si parlava di relazioni: la monogamia non funziona, la poligamia neanche, qualcosa di intermedio non esiste quindi la vita è una fregatura.
Come questo locale, 15490.16 lire per una birra e nessuna cameriera decente.
Poi vado al gabinetto e sul muro leggo:
TEL 3408449440 SOLO PER DONNE SE VUOI SCOPARE
E lo hai scritto nel cesso dei maschi? A chi è indirizzato, alla donna delle pulizie?
Questo è quello che si chiama sbaglio di marketing.
Però è un’ottima idea, e se scrivessi qua il mio numero di telefonino seguito da SOLO PER DONNE SE VUOI SCOPARE?
Bella l’idea di usare questo blog come fosse il muro di un cesso pubblico, ci devo pensare.
P.S. la birra ce l’ho ancora sullo stomaco, vi saluta tutti.

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Mi dicono che l’ufficio della nostra ditta è un po’ spoglio, allora propongo di mettere sul tavolo una riproduzione in grandezza naturale della statua del David di Michelangelo.
I miei pavidi dipendenti hanno subito obiettato:
”Per me non ci sta.”
E certo che no, ma noi ce la teniamo a forza!
”No, emh…intendevo che non ci entra.”
Allora lo mettiamo sdraiato!
”Bene, sì capo.”
Mi fa molto ridere ma mi sa che è solo perché sono sbronzo.
Domattina lo rileggo e se proprio fa schifo lo cancello, intanto buonanotte.
Che simpatico ragazz0.
Titolo
Siamo seduti sui gradini della chiesa di S.Petronio di notte, bevendo una bottiglia di tequila insieme a due ragazze di Roma.
Le abbiamo conquistate perchè sapevamo a memoria gli affluenti del Tevere, anche se pensandoci bene forse il Volga non c’entra niente.
Come si beve la tequila:
ingredienti: 1 bottiglia di tequila – 10 grammi di sale – 1 fettina di limone
1 - leccare il dorso della mano e spargere il sale sul dorso.
2 - prendere in mano la bottiglia di tequila.
3 - succhiare una fettina di limone .
4 - bere un sorso abbondante di tequila.
5 - leccare il sale sulla mano.
Roba da maschi ovviamente.
A dire la verità la bottiglia non era proprio di tequila ma era di grappa, al posto del sale avevamo delle bustine di zucchero fregate in un bar e la fettina di limone non ce la avevamo proprio. Avevamo pensato di sostituirlo con una limonata in barattolo ma poi veniva troppo paciugo.
Continuando a dire la verità le ragazze romane non le avevamo conquistate per niente e infatti se ne vanno quasi subito.
Forse le abbiamo annoiate, o forse non dovevamo proporle un numero a quattro.
Rimaniamo soli a pensare. Siamo senza scopo, alla deriva in un universo di inumana sofferenza sfogando la nostra mostruosa violenza e frustrazione gli uni sugli altri. Per fortuna però non abbiamo perso il senso della misura.
Facciamoci un altro sorso, va.
4 gennaio
Mi sono venuti a trovare Xxxxo e la sua donna Xxxxa.
Vengono sempre senza avvisare tanto sanno che sono sempre qua, chi si muove.
Del resto viaggiare aveva senso all’epoca di Livingstone, ora il mondo è tutto uguale.
Sono grassi tutti e due, lei ha un sacco di cellulite ma devo dire che è cellulite di alta qualità.
Xxxo fa il cuoco ma proprio di ristorante vero e da un mese hanno preso il vizio di piombare a casa mia e cucinare qualcosa, portandosi dietro abbastanza per sfamare il Congo.
Portano anche da bere, eh? Stavolta liquore fatto in casa, mi sa che ricomincerò a bere. Avevo smesso ieri.
Mi hanno sedato con qualche bicchiere di liquore poi si è messo a cucinare con Xxxa che gli trotterella intorno.
Mi chiede se mi piacciono le acciughe e gli dico di sì. Oddio non tutte, ho le mie preferite.
Poi si mette all’opera: condisce, mischia, trita, olio, pepe, brie, limone, bolle, lardo, sugo e vualà, comincia a sfornare vassoi di torte, sformati, pappardelle e altre cose di cui non so il nome (sufflè? Passato? Budino?) magna e taci.
Riesce a cucinare anche tre piatti alla volta mentre il mio record è uno in due giorni.
En passant (nel passante) mi spiega la differenza tra pentole di alluminio e pentole di acciaio: quelle di acciaio sono meglio.
Anche io non sono malaccio in cucina, tra l’altro ho un libro culinario comprato in internet un annetto fa (volevo ordinare una serie di accessori sadomaso per luna di miele ma mi sono sbagliato e mi hanno inviato il libro di cucina) però non posso competere con un professionista come lui.
Xxxo è un mio vecchio amico, insieme abbiamo letto i primi giornaletti porno. Li teneva nella scatola del Monopoli fino a quando sua madre all’arrivo di una frotta di parenti disse: “dai che ci facciamo una partita a Monopoli”.
Ora ha imparato la lezione, i giornaletti li tiene in una scatola di scarpe.
Io vi amo Xxx0 e Xxxa, due che il massimo del loro bisticcio è su chi debba pulire le melanzane.
Mi piace come vi prendete cura di me, sembriamo una famigliola felice.
In fondo dentro di me c’è ancora un piccolo bambino spaventato che ha bisogno di essere abbracciato, magari da una con la quinta misura.
Buon anno.
E’ capodanno.
Io e il mio amico **** lo passeremo in casa di una amica che dà una festa in casa sua, ma entriamo che siamo già alticci perché presentarsi sobri ad una festa non sta bene.
Ci sono circa venti persone, musica, molta roba da mangiare eccetera.
Non conosciamo nessuno, paiono tutti bravi ragazzi ma tra tutte le invitate notiamo subito una ragazza, l’unica che ha una camicetta semiaperta, calze ed una gonna con lo spacco mentre tutte le altre sono in maglione e pantaloni imbottiti.
Oh, è così carina! Tutte quelle curve dolci, morbide e favorevoli all’amore, me la immagino mentre recita poesie d’amore sotto la luna piena, una dolce opera d’arte in movimento… calma, forse mi serve del bromuro.
Come fa a non avere freddo svestita in quel modo? Per solidarietà mi metto in maglietta anche io, solo che più tardi scopro che lei non aveva freddo semplicemente perché si era cosparsa di grasso di foca ma ormai ho preso la polmonite.
Si comincia a mangiare e bere e intanto tutti parlano, senza dire nè una cosa buona nè una cosa cattiva, un po’ una noia e allora attacco discorso con Lei.
Del resto un amico che è molto esperto di donne (tra l’altro è quello che mi fornisce le cassette porno, in pratica tutto ciò che so sulle donne lo devo a lui) mi consiglia di farmi vedere il più possibile mentre converso con una sveltola perché è un’ottima pubblicità.
Mentre parliamo mi viene da guardarle il seno, ha solo una terza misura ma è una ragazza bassa e allora pare abbia una quinta.
Certo che deve essere una sensazione strana parlare mentre uno ti sbircia il petto, a me non è mai capitato.
Meglio bere un po’ di bromuro, magari caldo corretto whisky.
Penso che chi ha un seno abbondante ha dei vantaggi: ad esempio ha un bel posto dove mettere i soldi e galleggia meglio.
Ma il bromuro dove si compra?
Lei intanto continua a parlare:
”Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare. Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare e' soffrire e soffrire è soffrire. Essere felici e' amare, allora essere felici e' soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire?”
Mi guarda come se dovessi rispondere ma non stavo prendendo appunti e quindi non ci ho capito niente, allora le dico ciò che dico sempre quando non so che dire: “è una questione di esistenzialismo razionale” e me ne vado.
E’ meglio se vado fuori a prendere aria, in giardino ci sono altre persone ma io sono l’unico in maglietta ed in effetti si gela.
Continuo a pensare a Lei, la immagino mentre esce da una torta vestita da coniglietta…Ok adesso basta, devo assolutamente prendere del bromuro che tra l’altro ha un sapore buonissimo, tipo bicarbonato.
Intanto è successo un disastro: stanno per finire gli alcolici, più che altro per colpa mia, tra quello che ho bevuto e quello che ho rovesciato.
Chiedo alla padrona di casa se ha qualcosa che fermentando produca alcool ma niente da fare.
C’è una ragazza sola, mi avvicino a lei per attaccare discorso ma è un freddo cane e le starnutisco nel bicchiere.
Per farmi perdonare corro a prenderle una bottiglia e le dico scolatela tutta che ripasso quando sei ubriaca.
Se ne va con la bottiglia, tra l’altro una delle ultime della festa. Mentre va via le guardo il didietro e lei se ne accorge dato che si tira giù la gonna. Ma le donne hanno gli occhi anche nella schiena o sono io che sono troppo prevedibile?
Però che belle che sono le donne, ma proprio tutte quante compresa Orietta Berti. A volte ho la tentazione di farmi un’operazione e cambiare sesso.
Chissà se il bromuro si può fare all’amatriciana?
Tutti rientrano in casa, hanno freddo ma a me piace l’aria fredda e allora mi godo la notte nel giardino da solo, mezzanotte sta arrivando.
Che anno è stato? Un anno difficile, iniziato male ma finito in modo splendido, ora nuovi sogni mi aspettano.
Questa notte andrà come andrà, forse berrò troppo forse no, dopo andremo a ballare o forse no, e anche quest’anno andrà come andrà ma sono felice e sono vivo.
Torniamo a casa verso le 3, che palle niente sesso stasera.
Però pensandoci bene, c'è il mio amico…vieni qua un attimo…sta fermo… colpa tua, te lo avevo detto di trovarmi del bromuro.
Che gelida piadina - se la lasci riscaldar
Ieri sera sono stato in gelateria, c’era Patty che faceva il Karaoke.
Patty per chi non lo sapesse è quella che il sabato sera canta nel pub e di cui sono segretamente innamorato, come del resto di te che mi leggi. Vuoi sposarmi?
Comunque arrivo alle 9.00 ed eravamo solo in 4, io cominciavo a preoccuparmi perchè pensavo, ora Patty esce, vede che siamo pochi, si scoccia anzi sono sicuro che se la prende con me perchè tutte le volte va a finire così, tutti dicono sempre che la colpa è mia.
Fortuna che alle 10.00 c'era più gente saranno state forse 30 persone, magari anche di più comunque decisamente meglio. Ero molto preoccupato, questo per dire che spesso mi preoccupo per cose strane.
Intanto in mezzo al pubblico vedo una mia cugina che non vedevo da tanto. Ha i capelli mori e un bellissimo viso acqua e sapone, di quelli che si ottengono solo dopo un’ora di trucco.
La guardo e lei mi saluta, anche lei mi riconosce perché in tutti questi anni non sono affatto cambiato, e questo non è che sia un gran bene.
Mi siedo con lei e parliamo dei vecchi tempi, mi chiede se mi ricordo quando giocavamo a subbutteo e io dico che me lo ricordo come se fosse ieri, cioè male.
Le offro da bere, lei prende un cocktail con succo di pompelmo e spumante dolce e lo prendo anche io, fa schifo ma ho sentito che il pompelmo fa bene alla pelle e infatti subito dopo averlo bevuto la mia pella acquista una tonicità da urlo.
Allora cara cugina dai dimmi un po’ di te, e allora la cuginetta comincia a parlare e dice che lavora in uno studio di avvocati, le piace il sushi e il thè verde, quando entra in una libreria compra sempre qualcosa, ha un diario (non blog ma uno di quelle robe scritte con le biro su carta non so se ne avete mai visti), ha deciso che quest’inverno porterà collane etniche.
Intanto la cantante ha iniziato lo spettacolo, è proprio brava e a un certo punto un gruppetto di ragazzi si mette a ballare tra i tavoli e a far casino.
Continua a parlare e racconta che alla fermata del bus mentre cantava Madonna ha conosciuto un islandese, le piacciono le mele e le t-shirt gialle.
Vorrei raccontarle anche io qualche anedotto divertente ma mi viene in mente solo quella volta che ho provato a fare sesso con la caffettiera, continua a parlare tu che è meglio.
Mentre lei parla io penso che è proprio carina la mia cuginettina. Quanti anni avrà?
Allora facciamo due calcoli: è stata all’Università 6 anni, poi ha fatto 3 anni come responsabile acquisti per la Ducati quindi se la matematica non è un’opinione ha come minimo 9 anni.
Intanto lei continua: ha cambiato portafortuna, le piace camminare, ha una memoria del cazzo.
Comuque sta cuginetta ha un certo nonsochè che mi prende: saranno le guance, il sorriso, lo sguardo o il bel culo? Conoscendomi direi l’ultima.
Non smette mai di parlare, dice che fuma troppo e che l’estate scorsa ha visitato la Maremma che le è piaciuta e dovresti andarci anche tu caro cugino.
Sì ma perché continui a trattarmi come un parente? In effetti lo siamo, ma è così umiliante! Non chiamarmi cugino, al limite cugy che è più intimo.
Arriva un venditore di rose che ce ne offre 2, io gli dico che siamo parenti quindi una rosa sarebbe fuori luogo.
Poi la guardo, ti prego dimmi che mi sbaglio, che sono troppo chiuso, che l'amore supera anche i vincoli cugineschi, che ti piaccio, che ti sono già entrato nel cuore e non vedi l'ora che ti entri anche in altre parti del corpo, dimmi che tra cugini non è possibile il sesso normale ma quello estremo sì!
Chissà un giorno potremmo sposarci, del resto che cavolo ne sa il prete che siamo parenti?
Magari il fatto che abbiamo lo stesso cognome potrebbe fargli nascere qualche sospetto, comunque i nomi sono diversi.
E poi l’incesto è tra parenti e le cuginette non credo siano parenti. Cosa siano non lo so, “cugino” è una di quelle cose strane tipo nuora bisnipote o prozio che nessuno sa esattamente cosa è. Che è una cugina? Un apostrofo rosa tra le parole ti amo?
Invece lei manda via il venditore di rose con un cenno della mano e mi dice che ha fatto la marmellata di fichi.
Che sia un'allusione? Vuoi che te la spalmo addosso?
Pare di no, dice mamma mia come è tardi si alza mi saluta e se ne va ciao ci si vede in giro.
Sì, addio, mi sa che non la rivedrò. Mentre si allontana strappo il foglio col suo numero di telefono.
Ma adesso che ci penso non me l’ha dato. Oddio ma che cavolo ho strappato? Ma porca vacca, domani devo andare a rifare la carta d’identità.
In questo momento sto facendo delle ricerche.
Tu che mi leggi ci capisci qualcosa di araldica? A giudicare dalla faccia direi di no, ma lo chiedo perché vorrei scoprire se ho altre cuginette. Finora la ricerca con google "CUGINE GIANNI TOMESANI" non ha dato risultati.
Però sono contento di vedere che comincio ad avere parecchie pagine web a me dedicate, anche se è vero che le ho scritte tutte io.
Variazioni di tema
Uomo viziato: mi piace la cucina, eppure non so come farmi un uovo sodo.
Cannibale viziato: mi piace la cucina, eppure non so come farmi un uomo sodo.
Gianni: mi piace mia cugina, eppure non so come farmi quella donna soda.






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