Incidente morale
A casa mia c’è il mio amico Pollo.
E’ chiamato Pollo perché da bambino era bravissimo a mimare il volo degli uccelli, davvero sembrava quasi che si staccasse da terra.
Ora, lo so che i polli non volano ma lui mentre lo mimava si metteva ad urlare coccodè, e allora lo abbiamo chiamato Pollo. Forse se avesse urlato miaomiao adesso si sarebbe chiamato Gatto.
Ho dato una cena in suo onore, cioè magari non proprio una cena, insomma abbiamo bevuto un paio di birre con dei biscotti integrali.
Parliamo, io gli dico che secondo me a Bologna la gente è chiusa.
Mi dice che è vero.
Gli chiedo: secondo te perchè succede questo?
Mi risponde che ho ragione, segno che non ha capito di cosa stiamo parlando ma succede sempre, io e Pollo facciamo un sacco di conversazioni che non portano a niente.
Una volta abbiamo passato tutta una notte a dibattere su Dio.
Lui dice che non serve a niente e che ringrazia Dio di essere ateo, io dico che Dio esiste e che serve eccome, se non altro per avere qualcuno da invocare durante un orgasmo.
Un po’ del suo ateismo è colpa della famiglia, sua madre era cristiana e lo obbligava a dire le preghiere prima di cena ma suo padre era ateo e lo obbligava a bestemmiare dopo cena.
Comunque io credo fermamente che Dio esista, solo che mi odia.
Oggi l’argomento di conversazione è il suo cagnolino che ha il raffreddore.
Ha speso 170 Euro in medicine, ma un cane nuovo ne costa 300. Non gli conveniva prenderne uno nuovo, dato che questo ha già 7 anni?
Lui mi dice che non lo cambierebbe mai perché gli vuole bene ma più che altro non ha 300 Euro, allora spera che guarisca con quelle medicine.
Vedi che un Dio serve, gli ho detto? Sperare in qualcosa in fondo è credere in un Dio.
Lui ed il cane mi hanno guardato con uno sguardo simile, poi Pollo mi ha sorriso e mi ha dato ragione, come fa tutte le volte che non capisce quello che dico.
Dopo siamo usciti nel prato e siamo stati per ore seduti a bere, sperando di ubriacarci.





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