Come salvare una vita
A casa mia non c’è più niente da mangiare e così sono uscito, ma sì dai che faccio un salto al bar dove andavo prima, si trova a qualche chilometro da qua in collina.
Mi mancava quella cara insegna al neon, i vecchi amici, gli scherzi, quell’atmosfera di maschia virilità che esiste solo in un bar di paese e negli spogliatoi di una squadra di calcio.
Parcheggio la macchina e apro la porta del bar. Faccio capolino sulla soglia, mi riconosceranno?
Ma sì, appena mi vedono mi salutano con un uè prolungato.
Abbraccio i vecchi amici, mi presentano quelli nuovi, però mi sento come quando si torna a trovare i genitori una volta lasciato il nido, sai che era la tua casa ma sai che non lo sarà mai più.
Offro da bere e schiamazziamo un po’ ricordando i vecchi tempi.
Da dietro sento una pacca nelle orecchie, ecco il mio vecchio amico Davide.
- Uellllaaaaa... ma chi si rivede! Gianburrasca!
- Ueiiii Davidino come stai?
- Sto una fragola!
- Ti trovo bene… come va a donne?
- Cosa vuoi che ti dica... tutte le sere una nuova!
- Anche io!
- Aaaah io anche con due alla volta.
- A sì? Ieri io l'ho fatto con tre giapponesi.
- ma le ragazze giapponesi hanno il culo basso!
- i nuovi modelli no, dovevi vedere che roba!
- Ieri io ero ad un orgia, ho soddisfatto dieci donne.
- Una volta ho fatto sesso per tre giorni di fila.
- E io stamattina ho sfiancato quattro ninfomani!
E’ il solito gioco tra noi, facciamo gli sbruffoni ma nei nostri occhi si legge la disperazione di chi ha ormai il pisello con stampato le proprie impronte digitali.
Ci abbracciamo ridendo, lui mi manca per davvero ma gli altri no.
Gli altri sono ormai solo visi quasi anonimi, pensavo che mi mancassero ma non è vero.
Davide fu il mio amico di riferimento per un certo periodo, uscivamo sempre insieme fino a quando mi abbandonò per andare insieme ad una bionda riccia e io allora per vendetta cambiai bar e amici.
Comunque la bionda riccia lo mollò dopo poco, quando gli disse che voleva dei bambini e lui le rispose che non ne aveva ma che se ne sarebbe procurato qualcuno per farla contenta.
A lei non piaceva che si scherzasse su questo argomento ma lui mica scherzava.
Con me gli successe quella che lui dice sia stata la cosa più bella della sua vita: io e Davide stavamo camminando di notte tardi per la strada principale del paese quando lui fa un bel rutto.
Proprio in quell’istante si spensero tutti i lampioni, come se il suo rutto ne fosse la causa.
Rimanemmo estasiati a gustarci il buio della notte stellata in religioso silenzio, e quando si riaccesero dopo poco lui era euforico, un suo rutto aveva spento le luci di un paese! Non provò mai più una sensazione così bella.
Beviamo e parliamo di donne, tette, culi e di filosofia empirica del XVI secolo, un argomento che ha sempre affascinato entrambi.
Gli parlo del mio blog e gli chiedo se posso raccontare del nostro incontro, lui mi dà il permesso a patto di rimanere anomalo, e questo non è un problema.
Poi andiamo a prendere un gelato e prendiamo pistacchio e cocomero, ci fanno schifo ma sono i gusti più vicino al vetro e allora la gelataia si deve chinare e le guardiamo le tette, come facevamo da adolescenti.
Ne abbiamo fatti di progressi da allora, oh se ne abbiamo fatti.
Che tristura.
Era tutta la settimana che io e il mio amico Giac parlavamo di andare sabato sera alla festa del paese di S.Giorgio di Piano, di come sarebbe stato bello girare tra le bancarelle, bere cose strane, palpare le ragazze in mezzo alla calca, le solite cose insomma che si fanno in queste occasioni.
Sabato ci siamo trovati al bar, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti “Ma chi ce lo fa fare?” E abbiamo ordinato due birre rinunciando alla festa di S.Giorgio, tanto cose strane da bere e persone da palpare ci sono anche in ogni bar.
Tanto più che dopo poco arriva il nostro amico Filo con una fidanzata nuova, maglietta scollata e bucherellata, gonna lunga e svolazzante che fruscia mentre cammina sculettando abbondantemente.
Certo è strano che Filo si sia vestito in quel modo ma probabilmente vanno ad una festa in maschera.
Saluto Filo poi mi alzo e stringo la mano energicamente alla sua fidanzata, è un trucco per vedere le sue tette che ballonzolano, Dio mio che bello.
Poi dato che ci sono stringo la mano energicamente anche al suo fidanzato, ma mi diverto molto meno.
Per la cronaca Filo è sono innamorato perso, come non lo era da molto tempo.
Addirittura si è fatto tatuare il nome della sua ragazza: voleva farsi tatuare RITA TI AMO ma gli pareva eccessivo parlare di amore dopo poche settimane che c’era insieme e non voleva imbarazzarla, così dopo averci pensato per giorni, su mio consiglio si è fatto tatuare RITA TI APPREZZO MOLTO ma in caratteri cinesi, così ora ha scritto LITA TI APPLEZZO MOLTO sul braccio.
Filo e la sua fidanzata ci salutano e se ne vanno subito, evidentemente hanno da fare e io e Giac rimaniamo soli.
E noi? Troveremo mai la nostra principessa azzurra? O ci toccherà aumentare le dosi di anfetamine?
Certo sapere che Filo, il nostro vecchio amico ha trovato la donna della vita e quindi ci abbandonerà per sempre ci mette tristezza.
Ci sembra ieri che Filo era un bambino alto così, giocava portiere con noi nella squadra di calcio del bar e fu l’unico nella storia del calcio a prendere nella stessa partita due gol su rinvio del portiere avversario. Perdemmo 8-1 ma il nostro gol fu bellissimo, quindi in pratica fummo noi i vincitori morali.
Eh sì, come passa il tempo! E a proposito di tempo ormai sono dieci minuti che non ci facciamo una birra. Offro io, e prendo anche un pacchetto di patatine e delle arachidi. Ah, che uomo poliedrico e multifunzionale che sono.





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