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di tomesani (29/08/2007 - 01:59)

Questa sera io e il mio amico Giac, siccome non abbiamo ricevuto nessuna risposta al nostro annuncio su Sexwomen.com, andiamo a donne in qualche locale.
L’idea è quella di trovare una donna seria, una con cui avere una storia lunga e importante, insomma una che ci sta con te per default tipo moglie o fidanzata che non devi stare lì tutte le volte per delle ore a convincerla o a offrirle soldi (con una moglie si fa un forfait a fine mese).
Ci troviamo a mezzanotte al bar, dobbiamo far vedere che siamo gente che sa vivere.

Cominciamo a cercare un posto in cui bere qualcosa, non vogliamo certo essere i primi maschi nella storia dell’umanità ad abbordare una donna da sobri e andiamo in un centro sociale qua vicino, non tanto perché si beve bene ma perché Giac ha finito il fumo.
Dentro al locale c’è una musica altissima, ordiniamo due birre e dopo qualche minuto vediamo il nostro amico Poldo.
Ci saluta e ci dice che conosce un locale molto fico (?) e ci chiede se abbiamo voglia di andarci con lui.
Io però vorrei restare in quel centro sociale, mi piace l’atmosfera rivoluzionaria e di sinistra di quel centro sociale, hasta la victoria siempre compagneros e morte a Berlusconi.
No, in verità adoro Berlusconi ma è che una ragazza del centro sociale mi sta facendo ampi sorrisi e per la prima volta nella vita potrei riuscire a rimorchiare senza stroncarmi la schiena, e poco mi importa se quella ragazza è probabilmente un trans.

Solo che Poldo è molto convincente e soprattutto pesa 100 kg. e mi trascina fuori, mi carica in macchina a forza e ci dirigiamo verso questo locale fico.
In macchina c’è anche un amico di Poldo che si chiama Robbo che non parla mai e sarà alto un metro e mezzo, infatti mi accorgo che c’è anche lui nella macchina dopo una decina di minuti buoni.
 Intanto Giac nei 5 minuti che siamo stati nel centro sociale è riuscito a sbronzarsi o forse è perché a lui basta vedere una cartina per perdere l’uso della ragione, un po’ come i tori che se vedono un drappo rosso diventano matti anche senza fumarselo.
 
Il viaggio è lungo e allora Giac dice: dai che facciamo un gioco per passare il tempo, l’ho imparato oggi sulla settimana enigmistica:
”Pensate ad un numero”
Pensiamo al numero
”Moltiplicatelo per tre”
Lo facciamo

…?
Non se lo ricorda più come continua ma non lo vuole ammettere e dice che il gioco era questo, pensare un numero e moltiplicarlo per tre.
Intanto Poldo mica si ricorda dove è il locale fico e ormai siamo arrivati al confine della provincia di Bologna.

Capiamo che non troveremo mai il locale fico, Poldo ha un senso dell’orientamento degno di una bussola smagnetizzata e il suo navigatore TomTomGo fa tutto tranne indicare la strada, in pratica l’unica cosa che fa è partecipare alla conversazione con battute argute e a volte esilaranti.
Allora Giac dice dai che andiamo all’osteria di Mezzolara, hanno detto che c’è una cameriera cinese che con 10 Euro ti fa un pompino.
Fortuna che l’obiettivo della serata era di cercare una ragazza seria.
“Ma dai è per riprenderci un po’ la mano, è tanto che non becchiamo una donna”
Ti assicuro che non ho nessun bisogno di riprenderci la mano, pensa che credevo che il dolore ai muscoli del braccio destro e il calo della vista fossero dovuti al tempo che passo a scrivere al PC ma poi ho capito che la ragione era un’altra.
Comunque il pensiero della cinesina mi piace, anche pensando alle cinesi iscritte a dada.
Allora ci dirigiamo verso Mezzolara mentre Poldo sta ancora tentando di moltiplicare per tre il numero che aveva pensato.
Arrivati a Mezzolara vediamo la cameriera cinese, le chiediamo se ci fa un pompino per 10 Euro, lei si incazza e ci sbattono fuori.

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Ultimo domicilio conosciuto

di tomesani (25/08/2007 - 12:36)


Sabato siamo andati alla festa dell’Unità ed è stata la prima volta che sono uscito dal mio quartiere in questo agosto.
Girando per i vari stand ubriachi come si fa di solito in queste occasioni abbiamo visto lo stand di Intimissimi, pieno zeppo di biancheria intima femminile, reggipetti,  mutandine e altre cose che non so come si chiamano.
Da ubriachi abbiamo fatto cose assurde tuttavia siamo titubanti a entrare in questo tempio femminile senza essere accompagnati da una femmina.
Il negozio di abbigliamento intimo è il regno delle donne, è un posto quasi sacro ben diverso dalle corsie riservate all'intimo femminile di un banale grande magazzino dove del resto passiamo molti sabati pomeriggio io e Giac guardando le ultime novità della Lovable o della Perla.

Il negozio di biancheria intima di solito è grande come un ripostiglio, la quasi totalità dei clienti sono femmine che stanno lì apposta per comprare biancheria intima e non ci sono maschi sciolti che stanno lì solo per guardare come noi.
Appena vediamo che entrano due donne da sole ci accodiamo a loro facendo finta di essere i loro compagni ed in questo modo possiamo entrare in quel mondo fatato che è il negozio di biancheria intima, tra scaffali ricolmi di top e perizomi e giganteschi poster con modelle talmente nude che se le mettessi nel mio blog tutti mi direbbero che sono un maiale ma che in un contesto del genere paiono normali.

Non è che siamo gli unici maschi, ci sono i maschi quelli fidanzati veri che accompagnano le loro donne a fare compere spinti dalla speranza che dopo si possa trombare.
Deve essere bello avere una donna, consigliarla anche sapendo che tanto non ascolterà, infilare la testa nel camerino mentre sta provando la merce senza rischiare denunce.
Io e Giac ci accontentiamo di fare battute oscene tra di noi,  fantasticare sulle femmine presenti nel negozio, con l’immaginazione ci divertiamo a spostare i  reggiseni e i perizomi che sono negli scaffali addosso alle sconosciute presenti nel negozio.


Però ci mettiamo a guardare meglio i fidanzati che accompagnano le donne nei negozi di abbigliamento, umiliati, ridotti a semplici portaborsine, chiaramente sofferenti.
Fidanzati di ogni ceto sociale guardano furtivamente l'orologio seguendo le loro fidanzate in vena d'acquisti con lo sguardo assente, in silenzio assoluto e senza diritto di esprimere critiche.
Vediamo uno che si guarda in giro e viene accusato dalla sua donna di guardare le altre donne presenti nel negozio, cosa che comunque era assolutamente vera.
Un altro per punizione viene costretto a dire "Ti sta veramente bene" cinquanta volte perché la prima volta la sua voce aveva una leggera indecisione. L’incertezza può costare cara.

E allora stiamo meglio noi  single, perché cercare tanto una donna se causa tante umiliazioni? Vale la pena una seccatura del genere solo per avere un po’ di sesso?
Poi ci passa accanto sculettando una mora con in mano un paio di mutandine col pizzo nere che peseranno 10 grammi lasciando una scia di profumo, e capiamo che sì, ne vale la pena.

 

 

 

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Accetto caramelle da sconosciute

di tomesani (18/08/2007 - 13:47)


Ci sono delle sere al bar in cui si beve troppo, un po’ per il caldo, un po’ la noia, un po’ che te la offrono e tu la offri a loro, un po’ la barista che ha quei sandali con i lacci alle caviglie ed è finita che io e il mio amico Giac abbiamo esagerato con l’alcool.
Allora con un tasso alcolemico pari all’inflazione del Mozambico ci siamo seduti vicino al laghetto, in un posto isolato.

L’ambiente mi ispirava e allora ho chiesto a Giac:
”Ci pensi se fossimo due naufraghi su un’isola deserta?”
Lui stranamente ha capito il mio discorso o almeno ha fatto finta di capirlo meglio del solito, vedi che a volte sa fare anche la persona seria e non sa solo spalmarsi il budino in testa quando si ubriaca o bere la sua urina per dieci Euro trattabili.
Mi ha detto: “non mi piacerebbe, su un”isola deserta non c’è birra.”
Ma sì che c’è, mettiamo che la nave su cui eravamo era una petroliera riempita per sbaglio di birra.

 ”Ma se fossimo su un’isola deserta non moriremmo di fame?”
Certo che no, la birra è un alimento completo: verdura, zuccheri, vitamine e chissà che altro c’è dentro, non so di preciso perché mica sono un geometra.
”Ci saranno delle donne?”
Non credo, nei film che parlano di naufragi ci sono solo uomini.
”Chissà come mai?”

Credo che le donne non sappiano nuotare.
Siccome in effetti nessuno di noi ha mai visto una donna che nuota, la teoria è accettata da tutti e due.
Mi chiede: “E come faremo ad andarcene?”
”E chi vuole andarsene? Si sta benissimo su quest’isola. Niente pensieri, dormire tutto il giorno…”
”Se solo ci fosse della birra…”
”Ti ho detto che la birra c’è, rileggi il post.”
Poi pensiamo: ma quest’isola su cui siamo naufragati assomiglia proprio alla nostra vita: un sacco di birra e donne zero ma in fondo stiamo benissimo.
E cominciamo a parlare di calcio, terre lontane, Capo Horn, risse in osteria, pensieri da pervertiti e canzoni.
Però sappiamo che non è vero che si sta benissimo su quest’isola, stiamo aspettando un po’ di fortuna e una nave che ci porti via da qua.

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Spegnere luce e gas

di tomesani (18/08/2007 - 13:38)

Ecco il mio segreto, pensavate di averle solo voi le tette? Invece eccomi qua, è tutta roba mia, non un trucco con fotosciòp.










Non scrivo questo post perché voglio vantarmi delle mie tette ma perché ho fame, il riso non è ancora pronto e devo trovare qualcosa da fare per passare il tempo in attesa che si cuocia.
Volevo togliere il viso da questa foto, ma poi succedeva che qualche tonto aveva pensieri impuri sulle mie tette pensando fossero di una donna. Se invece lascio il mio viso le persone che avranno pensieri impuri con questa foto saranno molte meno.
Noterete il pizzo del reggipetto, il seno turgido e sodo, tonico…  mamma mia sto avendo un’erezione a guardare il mio seno, ma sarò normale?




No dai c’eri cascata? Non le ho sul serio, se avessi per davvero due mele così secondo te sprecherei così tanto tempo a farti la corte? Ero solo curioso di vedere come sarebbe stato avere il seno.
Il difficile non è stato agganciare il gancetto del reggipetto dietro, per quello c’è voluta solo mezz’ora. Il problema è stato sganciarlo, dopo ore di tentativi era quasi l’alba e avevo paura che i miei dipendenti arrivassero e mi trovassero in reggipetto.
Ok, il riso è pronto, ciao e buon appetito anche a te.

P.S. se avete foto delle vostre tette mandatemele pure, oppure mandatele ad un qualche vostro amico che sono sicuro vi sarà grato per sempre.

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