Cloni
Sono al bar e stiamo passando la serata come al solito, parlando di calcio e facendo commenti porno su tutte le donne che entrano nel bar.
C’è un bel gruppetto stasera ma il più strano è R****, è un ebreo che a diciotto anni ha avuto un’overdose di eroina e da allora è un po’ fuso.
Tutti pensavano che faceva lo scemo per evitare il servizio militare, ma dato che ormai ha quasi 40 anni e continua ancora, molti cominciano a sospettare che non facesse finta.
Stavolta è fissato che il suo orsacchiotto che si chiama Miki è in pericolo e lo ripete in continuazione.
Ma che idiota, come si fa a credere una cosa del genere, il suo orsacchiotto non è in pericolo. L’unico orsacchiotto in pericolo è il mio, che si chiama Fuffi.
Si sente del casino. Andiamo a vedere, ci sono due che si sono messi a fare a botte, A sta picchiando B.
Mi precipito a dividerli, anche perché avevo scommesso su B.
In pratica A si è arrabbiato perché B gli ha chiesto se aveva della droga.
Certo è una domanda che può anche fare arrabbiare, ma considerando che A è uno spacciatore non si capisce bene perché si sia arrabbiato.
E’ sempre stato un tipo piuttosto rissoso, anziché la baby-sitter i suoi genitori chiamavano lo sparring partner.
Dopo averli separati voglio fare capire a A che ha sbagliato e cerco le parole, non può mettersi a picchiare uno in quel modo con quella rabbia, per un motivo così stupido.
Devo dirgli qualcosa di intelligente, perché anche se non la uso mai l’intelligenza ce l’ho.
In pratica sono un portatore sano di intelligenza, ce l’ho ma non mi fa niente.
Potrei parlargli della teoria della non-violenza, di Ghandi, ma dopo dovrei spiegargli chi cacchio è Ghandi, tutta la storia degli indiani, il generale Custer…no no, troppo lungo.
Però potrei dirgli che la teoria della non–violenza è di Biagio Antonacci, è uno che conosce già e non dovrei stare a spiegargli chi è.
Magari potrei dirgli:
“Non sarai mai libero se ti lascerai dominare dall’ira.”
No, non va bene, lui è già libero. Lo hanno scarcerato proprio giovedì.
Ho deciso, gli dirò:
“Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”
Un attimo, neanche questo va bene, perché se mi chiede cosa significa non lo so neanche io.
Oppure:
“Molto si miete in guerra, ma il raccolto è sempre scarsissimo.”
Ma no, che c’entra? Tanto vale che gli dico “rosso di sera bel tempo si spera”.
Ma devo fargli una ramanzina, qualcosa voglio dirgli! Alla fine ho scelto la frase, considerando che lui qua è alto due metri, è mezzo matto e sta cominciando a guardarmi male decido di dirgli:
“No guarda, avevi ragione al 100 per 100, hai fatto bene a pestarlo quello stronzo.”
Però con un tono di rimprovero. Poi gli ho pagato da bere.





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